Cronaca

Ipotesi zona gialla con 15% intensive occupate

Green Pass e vaccini: atteso per giovedì il nuovo decreto del Governo

Torna a riunirsi mercoledì la conferenza delle Regioni. In discussione anche l'ipotesi di obbligo vaccinale per gli insegnanti.
Credits © Ansa/Tino Romano Green Pass
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La curva dei contagi con la variante Delta rischia di mettere l'Italia nella stessa condizioni di altri Paesi e per evitare di tornare a chiudere e bloccare la ripresa economica occorre subito prendere provvedimenti. La linea del 'Green Pass subito' si rafforza nel governo, anche se restano le contrarietà di alcune forze della maggioranza e le perplessità delle Regioni di inserire criteri eccessivamente rigidi. Non c'è, infatti, ancora l'accordo sui criteri per l'utilizzo del certificato e il nodo è sempre lo stesso: l'uso per entrare nei ristoranti al chiuso. Il Comitato tecnico scientifico non si è riunito ma avrebbe dato questa indicazione nei giorni scorsi, chiedendo inoltre che si acceleri sulla somministrazione dei vaccini nelle scuole, tanto che non è escluso che si vada sull'obbligo per quanto riguarda il personale scolastico. Ma anche su questo è scontro tra le forze politiche.

Le scelte verranno fatte nelle prossime ore, seguendo lo schema che si ripete da mesi: ieri la riunione della Conferenza delle Regioni - tornerà a riunirsi stamani - che formalizzerà la proposta di modifica dei parametri dei territori, poi sempre nella giornata di giovedì la cabina di regia politica a palazzo Chigi e a seguire il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il decreto con i nuovi parametri e i criteri per il Green Pass. È quanto emerge da fonti di palazzo Chigi. Il decreto legge non dovrebbe contenere alcuna norma per quanto riguarda l'obbligo vaccinale per gli insegnanti né le manifestazioni sportive.

Fedriga: "Andamento vaccinazioni consente di aggiornare gli indicatori"
"L’andamento della campagna di vaccinazione consente di aggiornare gli indicatori a cui si legano l’assegnazione dei colori alle diverse zone e le conseguenti misure di restrizione", ha detto al termine della conferenza delle Regioni il presidente Massimiliano Fedriga. "Sia sulla revisione dei criteri per le zone che sull’uso del green pass – ha aggiunto Fedriga - sono in corso ulteriori interlocuzioni con il Governo e, dopo la discussione odierna, la Conferenza delle Regioni tornerà a riunirsi domattina (mercoledì, Ndr) per la definizione puntuale delle proposte".

Per quel che riguarda i nuovi parametri del monitoraggio con cui si stabiliscono i colori delle Regioni: potrebbero essere del 15% per le terapie intensive e del 20% per i ricoveri nei reparti ordinari,le soglie massime di occupazione dei posti letto ipotizzate per restare in zona bianca. E' emerso dalla riunione del gruppo di lavoro sulla definizione dei parametri per i profili di rischio delle regioni. L'ipotesi - si apprende da ambienti dello stesso tavolo a cui partecipano tecnici del ministero della Salute,delle Regioni e dell'Iss - rappresenterebbe un compromesso al rialzo rispetto alle soglie allo studio in un primo momento. Con la ridefinizione dei parametri si stabilirà un numero minimo di tamponi da eseguire ogni settimana

E' stato lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza a definire "ragionevole" la richiesta delle Regioni di far pesare di più, nell'attribuzione dei colori, il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori. I 27 milioni di vaccinati con entrambe le dosi - oltre il 50% -  e i circa 7 milioni che devono fare il richiamo sono un elemento che non può non essere tenuto in considerazione. "E' una riforma che ha senso - ha confermato il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli - perché abbiamo la variabile della copertura vaccinale".

Le Regioni chiederanno dunque al governo di superare il parametro dell'incidenza - con 50 casi ogni 100mila abitanti oggi si va in zona gialla, una situazione che potrebbe portare Sicilia e Sardegna già da lunedì in quella fascia - e di considerare solo le terapie intensive e i ricoveri nei reparti ordinari come unici elementi per definire i colori. Stando all'ultimo monitoraggio, se dovesse passare questo criterio, nessuna regione andrebbe in giallo: la media nazionale di occupazione dei posti letto, sia in terapia intensiva che nelle aree mediche, è al 2%. Ad essere messe peggio, con le rianimazioni, sono la Toscana (3,4%), la Sicilia (3,1%), la Liguria (2,8%) e il Lazio (2,7%) mentre nei reparti ordinari la Calabria è al 5,5%, la Campania al 5,1%, la Sicilia al 4,6%. Numeri al momento comunque lontani dalla soglia di rischio.   

I problemi potrebbero invece esserci sul secondo punto all'ordine del giorno, i criteri per l'utilizzo del Green Pass: il ministro della Salute, appoggiato da esperti e scienziati, spinge per un uso 'estensivo' del certificato, dunque anche per i ristoranti al chiuso, ma Matteo Salvini non ne vuole sapere: "L'allargamento dell'utilizzo del Green Pass non ha senso. Chi parla di multe, divieti e chiusure danneggia il lavoro, la salute e la vita degli italiani".

Posizioni sulle quali si schiera anche il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga. "Il Green Pass ai ristoranti, con i numeri che abbiamo, sembrerebbe una scelta fuori luogo e incomprensibile. Se poi la situazione peggiora, si possono rivedere le scelte". Le modifiche comunque ci saranno, a partire dalla concessione del pass solo dopo la seconda dose. Molto probabile, inoltre, che l'utilizzo sia esteso oltre che per matrimoni ed eventi anche per aerei, treni, navi a lunga percorrenza, cinema, teatri, concerti, piscine e palestre.  E sui ristoranti la mediazione potrebbe essere quella proposta dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa: una gradualità nell'utilizzo del pass a seconda della situazione. In sostanza, nelle regioni in cui ci sono criticità maggiori si farà un uso più ampio e restrittivo.   

L'adozione da parte dell'Italia del green pass europeo concesso dopo la doppia vaccinazione "e' un tema sul tavolo del governo. Le indicazioni scientifiche e i pareri del Cts ci suggeriscono di modificare questa opzione e penso che questa settimana si andrà in questa direzione" ha detto ad Agora' Estate Costa. "Siamo di fronte a una pandemia che muta gli scenari di settimana in settimana, - ha osservato - quindi credo sia abbastanza normale che anche i provvedimenti possano mutare".

Non è ancora stato deciso, invece, se confluirà nel decreto anche la durata della proroga dello stato d'emergenza, data comunque per scontata vista l'incisività della variante Delta. L'attuale scade il 31 luglio e, dunque, formalmente c'è ancora tempo. Secondo Costa, però, "questa sarà la settimana in cui prenderemo le decisioni" anche su questo tema: "Credo che l'intendimento sia di prolungare lo stato d'emergenza fino a fine ottobre - dice -. C'è in campo anche l'ipotesi di fine gennaio ma credo si possa ragionare su un primo step ad ottobre e poi, naturalmente, valutare".

Stato d'emergenza
Il governo valuta di estendere lo stato di emergenza per la pandemia - in scadenza al 31 luglio - anche fino alla fine dell'anno. E' quanto si apprende a preconsiglio dei ministri in corso. La valutazione sarebbe legata da un lato alla situazione epidemiologica e alla recrudescenza del virus, dall'altra alla tornata elettorale d'autunno. Valutazioni sono in corso in queste ore, anche se la decisione ultima verrà presa dalla cabina di regia che dovrebbe tenersi domani, prima del Cdm che darà il disco verde al nuovo decreto. (Fonte Rainews.it)

					

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