Cronaca

L'organizzazione scoperta dai carabinieri

Padova: caporalato a Grafica Veneta. Arresti domiciliari per due dirigenti

Per gli inquirenti sapevano di soprusi a lavoratori impegnati nella logistica. Arrestati anche 9 cittadini pakistani. Pesanti i capi di accusa: rapina, estorsione, lesioni, sequestro di persona e sfruttamento di lavoratori stranieri.
di Giorgio Bonomi
Credits © Giorgio Bonomi Tgr Veneto La sede di Grafica Veneta
La sede di Grafica Veneta
Caporalato alla Grafica Veneta di Trebaseleghe. I carabinieri hanno arrestato nove cittadini pakistani e messo agli arresti domiciliari due dirigenti dell’azienda. Pesanti i capi di accusa: rapina, estorsione, lesioni, sequestro di persona e sfruttamento di lavoratori stranieri.

Sfruttati con turni da 12 ore pagati a 4,50 euro all’ora. E poi picchiati, legati e derubati di documenti e cellulari se osavano ribellarsi. Erano condizioni di semi-schiavitù quelle in cui venivano tenuti una ventina di lavoratori pakistani dipendenti di un’azienda trentina, operante nel settore del confezionamento di prodotti editoriali, e utilizzati come manodopera nei magazzini di Grafica Veneta.

Secondo gli inquirenti I vertici del colosso dell’editoria di Trebaseleghe, in provincia di Padova, erano perfettamente a conoscenza delle condizioni di lavoro, tanto che oltre ai 5 cittadini pakistani in carcere, sono stato posti ai domiciliari per caporalato anche l’amministratore delegato Giorgio Bertan e il responsabile della sicurezza Giampaolo Pinton.

Raccapriccianti i dettagli di come vivevano i lavoratori, molti dei quali appena arrivati in Italia. Prelevati all’alba, venivano riportati in serata in due abitazioni nelle vicinanze dell’azienda, dove vivevano ammassati e sorvegliati. Chi si ribellava al sistema, mettendosi in contatto con i sindacati, veniva sequestrato, derubato di documenti e cellulare e brutalmente picchiato. E’ il caso di undici ritrovamenti avvenuti ai bordi delle strade tra le province di Padova e Venezia di cittadini pakistani imbavagliati e con le mani legate dietro alla schiena.

Al centro dell’indagine dei carabinieri un’organizzazione criminale con a capo due cittadini pakistani proprietari dell’azienda trentina BM Services, che offre servizi di confezionamento di prodotti per l’editoria.Secondo gli inquirenti i vertici dell'azienda avrebbero anche tentato di depistare le indagini, falsificando le timbrature dei dipendenti in modo da far risultare turni di otto ore. E potrebbe non trattarsi di un caso isolato. 

E in serata è arrivata la reazione dell’azienda: in una nota il il presidente Fabio Franceschi nega che ci sia stato alcun tentativo di ostacolare le indagini e rinnova la solidarietà ai suoi collaboratori coinvolti.

Nel servizio di Giorgio Bonomi l'intervista ad ​Antonino Cappelleri, procuratore di Padova
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Sconcerto sull'indagine della procura di Padova ha espresso il segretario generale della Cgil del Veneto Christian Ferrari, che punta il dito contro il sistema degli appalti.

L'intervista è di Dario Giordo, montaggio Andrea Lucchetta
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