Veneto
07 Dicembre 2021 Aggiornato alle 16:49
Cronaca

Vicenza, vicenda Pfas: nuova udienza del processo Miteni

Primo testimone il ricercatore del Cnr che scoperchiò nel 2013 la contaminazione: “Già allora trovate sostanza il cui utilizzo non era stato comunicato”, dice.
di Matteo Mohorovicich
Credits © Matteo Mohorovicich Tgr Veneto La sede della Miteni
La sede della Miteni
Risolte dalla corte d’assise le ultime schermaglie procedurali, all’una e mezza di giovedì 25 novembre il chimico Stefano Polesello si siede al banco dei testimoni. A Vicenza il processo Miteni entra nel vivo con lui: è il primo teste a deporre chiamato dalla Procura. Ricercatore del Cnr, coordinò lo studio del 2013 che rivelò la portata della contaminazione da Pfas in Veneto che, parole sue, è la più grande d’Europa.

Miteni finì nell’occhio del ciclone: sostanze sversate nei fiumi, finite in falda e anche negli acquedotti. Pfoa soprattutto, ma anche il composto nuovo nato per sostituirlo, il C6o4 che, stando alle accuse, veniva scaricato da Miteni dal 2018. Invece c’era già nei campioni di sette anni prima. Il Cnr li ha rianalizzati di recente dopo che Arpav, nel 2019, l’ha trovato in falda. Dopo Polesello erano previste le deposizioni di tre tecnici di Arpav che invece sono state rinviate all’udienza della prossima settimana. 

E la prossima settimana in Italia arriverà una delegazione dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’Onu, proprio in relazione all’inquinamento da Pfas. Quattro giorni tra Roma e il Veneto. Il clou sabato 4 dicembre.

Nel servizio di Matteo Mohorovicich le interviste a Stefano Polesello, ricercatore Cnr; Alberto Peruffo, 'Pfas Land'
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