Venezia

Mestre, omicidio Pamio: la Cassazione potrebbe avviare la revisione del processo Busetto

L'istanza presentata dai legali dell'operatrice sanitaria, condannata a 25 anni per l'uccisione dell'anziana mestrina, è stata appena respinta. Ora resta solo questo terzo grado di giudizio

Mestre, omicidio Pamio: la Cassazione potrebbe avviare la revisione del processo Busetto
Tgr Veneto
Monica Busetto

Ora resta solo la Cassazione. La Corte d'Appello di Trento ha già respinto, il 20 marzo scorso, la richiesta di revisione del processo da parte dei due avvocati di Monica Busetto, la 62enne operatrice sanitaria veneziana, in carcere a Montorio veronese perché condannata in via definitiva nel 2020 all'ergastolo - poi tramutato in 25 anni di reclusione - per l'omicidio Pamio.

L'omicidio Pamio

Lida Taffi Pamio, 87 anni, venne uccisa brutalmente il 20 dicembre 2012 nel suo appartamento in Via Vespucci a Mestre. Strangolata con un cavo, soffocata con dei fazzoletti in gola, uccisa con 40 coltellate. Per quel delitto venne appunto arrestata il 30 gennaio del 2014 la dirimpettaia dell'anziana, Monica Busetto. Ad incastrarla una catenina, trovata in suo portagioie, dove erano presenti tre bilionesimi di grammo, una quantità infinitesimale di Dna della Pamio, unica prova concreta a suo carico. Non esiste movente, confessione, ulteriori prove, nè contrasti tra le due donne. Nonostante questo la Busetto è stata condannata in primo grado, il 22 dicembre 2014, a 24 anni e 6 mesi. Poi in appello all'ergastolo.

Il colpo di scena

C'è un'altra donna, mai indagata per l'omicidio Pamio, coinvolta nel caso. E' Susanna "Milly" Lazzarini, arrestata nel 2016 per l'omicidio di un'altra anziana, Francesca Vianello. Durante l'interrogatorio ha un lapsus freudiano e dice di avere rubato il portafogli "alla Pamio". Dopo varie versioni, confessa di essere lei l'omicida dell'87enne mestrina, accusando la Busetto di avere partecipato, trafiggendo l'anziana.

La revisione del processo Busetto

Gli avvocati di Monica Busetto hanno avviato istanza di revisione per contrasto in giudicati. Nella sentenza a carico della Lazzarini infatti il giudice ha esplicitato l'estraneità della Busetto. "Il ruolo di materiale compartecipe...non ha adeguato riscontro", ha scritto. Esistono quindi due verdetti, uno che condanna e uno che assolve l'operatrice sanitaria. Ci sono due colpevoli, non in concorso. Ora, come detto, tocca alla Cassazione decidere. 

Il servizio di Ivana Godnik con l'intervista all'avvocato Alessandro Doglioni