Protestano i dipendenti della Nclp

Venezia, sciopero a oltranza dei lavoratori portuali

Picchetto davanti alla sede dell'Autorità di sistema. Tra i motivi dell'agitazione la determinazione delle tariffe per i picchi di lavoro ma anche il rinnovo del contratto collettivo

Nel servizio di Nicola Accardo, montato da Lorenzo Cavaglià, le interviste a Michele Bianchetto, vicepresidente Nuova Clp, e a Federica Vedova, Filt Cgil Venezia

Ci sono motivazioni prettamente locali e altre nazionali dietro lo sciopero a oltranza proclamato dai sindacati dei lavoratori portuali di Venezia e Chioggia. Da un lato i lavoratori della Nclp (Nuova Compagnia Lavoratori Portuali) chiedono l'adeguamento della tariffa giornaliera per i picchi di lavoro: cioè i turni aggiuntivi richiesti dai gestori dei terminal. Dall'altro c'è la questione del rinnovo del contratto collettivo nazionale, per il quale è stato proclamato uno sciopero nazionale il 5 aprile. 

A vuoto l'incontro con l'Autorità portale

L'incontro con il presidente dell'Autorità portuale, Fulvio Lino Di Blasio, non ha scongiurato lo stop. Continua dunque lo stato di agitazione e resta il presidio davanti alla sede dello scalo veneziano. I sindacati sono preoccupati per la manodopera che subentra nei momenti di criticità e di massima attività: la richiesta dei portuali è avere almeno 290 euro lordi ad "avviamento di servizio". E' il costo minimo, dicono, per i terminalisti per avere i servizi degli operatori. La controproposta si fermava a 276 euro, ma non è stata accettata.

Il 5 aprile sciopero nazionale

Il 5 aprile incroceranno le braccia, oltre ai lavoratori di Venezia, quelli dei porti di Trieste, Civitavecchia, Napoli, Salerno, Ravenna e Livorno. Si chiede un rinnovo del contratto collettivo a “condizioni dignitose”. La manifestazione si terrà al Porto di Genova a partire dalle 8 e 30.