Un cittadino romeno di 38 anni residente a Schio, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Vicenza al termine di un’indagine scattata dopo un episodio che ha creato forte allarme tra i clienti di due esercizi pubblici della zona.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 29 maggio un uomo con il volto coperto avrebbe fatto irruzione nei locali impugnando un fucile e minacciando le persone presenti, per poi allontanarsi a bordo di un'auto scura.
La fuga e l’intervento della polizia
L’allarme è stato lanciato dai gestori dei locali attraverso una segnalazione al 113. Grazie alle testimonianze raccolte, gli agenti sono riusciti a ricostruire il percorso dell’auto utilizzata per la fuga. La vettura è stata individuata nel cortile di un’abitazione a Schio.
Raggiunta la casa del sospettato, i poliziotti hanno tentato senza successo di ottenere l’apertura della porta, entrando successivamente attraverso una portafinestra lasciata aperta. L’uomo avrebbe cercato di nascondersi nel bagno dell’abitazione, ma è stato bloccato dagli agenti.
Scoperto un arsenale nella camera da letto
Durante la perquisizione, la polizia ha rinvenuto un ingente quantitativo di armi e materiale offensivo. Sotto il materasso del letto matrimoniale erano nascosti otto fucili da caccia, tra cui doppiette e un’arma semiautomatica. Gli investigatori stanno effettuando accertamenti per verificare la provenienza delle armi.
Sono state inoltre sequestrate 232 cartucce calibro 12, due accette, una mazza da baseball in legno, un coltello a punta, una bomboletta di spray al peperoncino e un passamontagna nero. Nell’abitazione sono stati trovati anche attrezzi utilizzabili per lo scasso, tra cui una tronchese, fascette in nylon e guanti da lavoro. Gli agenti hanno inoltre rinvenuto indumenti ritenuti compatibili con quelli utilizzati durante l’irruzione nei due esercizi pubblici.
Il 38enne è stato arrestato e trasferito in carcere con le accuse di detenzione e porto illegale di armi e munizioni, ricettazione, procurato allarme in concorso e porto ingiustificato di oggetti atti a offendere. Le indagini proseguono per identificare e rintracciare la seconda persona che, secondo gli investigatori, avrebbe partecipato al raid armato.