Venezia

Mestre, autobus vola da un cavalcavia: 21 morti, 15 feriti. Identificate tutte le vittime

Sono nove ucraini, 4 rumeni, 3 tedeschi, un italiano (l'autista), un croato, due portoghesi, un sudafricano
Mestre, autobus vola da un cavalcavia: 21 morti, 15 feriti. Identificate tutte le vittime
Tgr Veneto
La carcassa dell'autobus sotto sequestro

Venezia: attivato dal Comune un piano di assistenza per i familiari delle vittime e dei feriti

Visita del console generale d'Ucraina, arrivato da Milano. Presto il rimpatrio di tutte le salme

Il racconto di un testimone che ha salvato due bambini dalle fiamme: "la gente faceva foto"

Ha scavalcato le recinzioni, attraversato di corsa i binari ed è salito su un traliccio, per riuscire a tirare fuori due bambini dall'autobus caduto dal cavalcavia di Mestre.

Ma mentre lui compiva questo gesto di altruismo, c'era gente "ferma in coda a fare le fotografie"

A raccontare quanto accaduto la sera del 3 ottobre è Bujar Bucai, un imprenditore di origine kosovara, in Italia da 25 anni, titolare di un bar che si trova tra i nuovi alberghi di via Ca' Marcello a Mestre, a poca distanza dalla stazione ferroviaria.

La vista dal lato del locale, che ha grandi vetrate sulla strada, è giusto all'altezza del punto del cavalcavia di Mestre da cui il mezzo è precipitato. Rispetto ai tre operai che da Marghera erano accorsi tra le lamiere contorte e fumanti, lui invece è partito dal lato opposto, rischiando seriamente di finire sotto un treno correndo tra i binari per arrivare all'autobus dei turisti. 

La testimonianza

"Stavo vicino alle vetrate, parlando col mio socio e un fornitore - racconta Bucai - quando ho sentito un rumore e ho visto molta polvere salire da quella parte. Sono uscito di corsa e sono salito sulla prima recinzione, ho attraversato i binari, poi mi sono arrampicato sull'ultimo traliccio del treno e ho saltato l'ultimo muro, proprio davanti al bus". "Non c'era nessuno in giro - precisa Bucai - e gli operai africani non li ho visti, ma solo perché sono arrivato dall'altra parte e il bus era di traverso. Solo che sulla strada, dietro, c'erano macchine in coda e la gente che faceva foto. Io mi son messo a urlare che mi dessero una mano, o almeno non bloccassero la strada, perché dovevano arrivare i soccorsi". 

L'imprenditore è riuscito a tirar fuori due bambini, "due ragazzi ucraini - ricorda l'uomo - che ho saputo che sono stati ricoverati a Treviso. Purtroppo hanno perso la mamma, e non so come stanno. Poi ho visto altre tre persone che sono riuscite a salvarsi da sole". 

Ma ancora, denuncia l'imprenditore, nessuna collaborazione dalla gente. "Solo uno dall'alto mi ha lanciato un estintore". Il riferimento è, forse, all'autista del bus che era stato affiancato sul cavalcavia dal mezzo poi caduto. 

Subito dopo l'arrivo di polizia, vigili del fuoco, carabinieri. "Io non sono nessuno - è la sua conclusione - ma un minimo in queste circostanze uno lo può fare. Agli altri dico: se vedete un disastro del genere cercate di aiutare, quello non era un incidente normale, dove è giusto aspettare i professionisti, si trattava di salvare delle vite". 

Ora, per lui il desiderio è "andare a trovare quei due bimbi, spero stiano meglio".

L'esperto: difficile che le batterie abbiano preso fuoco

Secondo Massimo Guarnieri, docente di elettrotecnica all'Università di Padova, è improbabile che il rogo dell'autobus sia sia sviluppato dalle batterie al litio del mezzo. 

L'intervista di Alessia Piovesan

Il procuratore di Venezia: le salme presto restituite ai parenti. In corso i colloqui con i superstiti

"Le salme sono state riconosciute tutte, le ultime stamane, ora verranno consegnate ai parenti. Abbiamo già avvisato le ambasciate". 

Lo ha detto il procuratore di Venezia, Bruno Cherchi, che ha precisato come "la prima attività per noi doveva essere questa, per questo abbiamo incaricato la medicina legale e la polizia scientifica".

“Le salme - ha precisato - non sono già più sotto l'Autorità giudiziaria. Era la nostra prima esigenza per poi, con i tempi necessari, proseguire con il resto”. "

"Stiamo continuando a sentire i superstiti - ha aggiunto - ma dobbiamo farlo con la dovuta sensibilità, visto non solo il loro stato fisico ma anche quello mentale". 

"Dobbiamo ricordare - ha spiegato Cherchi - che sono stranieri, c'era chi era stanco dalla gita a Venezia, chi dormiva e chi si è reso conto di ciò che è accaduto in modo confuso. Sono perone che hanno visto morire loro parenti. La situazione è drammatica, serve equilibrio perché c'è una variabilità di reazioni che domina su tutto. Realtà rilevanti - ha concluso - non ce ne sono".

Il direttore dell'Ulss 3: situazione ancora complessa

Le parole di Edagardo Contato. Alcuni pazienti sono in miglioramento, mentre per altri le condizioni rimangono critiche. Allestito un centro per il supporto psicologico ai parenti delle vittime. 

L'intervista di Davide Calimani

Chi sono le 21 vittime della tragedia del bus di Mestre


L'autobus era affollato di bambini e persone giovani: tutti stranieri, tranne l'autista. Tra loro una coppia in luna di miele, una neonata e due fratellini che si sono salvati

Comune di Venezia: 'buco' nel guardrail è un varco di servizio

“Sono affermazioni inaccettabili quelle che ho letto. Il bus non è caduto perché 'c'era un buco' di un metro e mezzo nel guardrail. Quel buco è un varco di sicurezza, di servizio, previsto dal progetto originario del manufatto". 

L'assessore comunale ai trasporti, Renato Boraso, replica duramente alle ricostruzioni della stampa sulle cause dell'incidente del pullman a Mestre. 

"L'autobus - prosegue Boraso - è caduto 50 metri dopo il varco, dopo aver strisciato sul guardrail, senza segno di frenata o contro-sterzata. O vogliamo dire che, senza il 'buco', la barriera avrebbe tenuto un mezzo in corsa, che sbanda, di 13 tonnellate?". 

"Le immagini del video dell'incidente, riprese dalle telecamere - continua Boraso - mostrano chiaramente, come anche affermato dal procuratore Bruno Cherchi, che il pullman sale sul cavalcavia e si 'appoggia' al guardrail, che tiene inizialmente, e poi striscia per 50 metri, senza controllo, sulla barriera, fino a precipitare. Ma non è caduto perché c'era quel varco". 

"Lasciamo che sia la magistratura, e non i giornali a fare le inchieste" insiste Boraso. "Oltretutto quel cavalcavia non l'ha fatto il Comune di Venezia, lo ha ereditato, e noi da un mese stiamo rifacendo quelle strutture, con un nuovo guardrail e un nuovo parapetto".

"Quel varco - di un metro e mezzo - ricorda Boraso - era previsto dal progetto di allora, degli anni '60, ed era a norma. E' uno spazio di sicurezza, previsto per le manutenzioni o per far accedere i soccorritori in caso di necessità. Sono pronto a tutelare in ogni sede il nome del Comune di Venezia, dei miei collaboratori, contro illazioni che ritengo vergognose".

Il racconto del sopravvissuto: "Io, schiacciato dai corpi"

"Ho sentito un boato, come di un terremoto, poi mi sono ritrovato in mezzo ai corpi senza vita, con il sangue, le persone ferite". 

Sono gli attimi drammatici dell'incidente del pullman a Mestre raccontati a "Repubblica" da uno dei sopravvissuti, un turista ucraino di 39 anni, che nello schianto ha perso il padre. "Adesso - dice l'uomo, Alexander Lomakyn - voglio solo sapere cosa è successo, voglio sapere di chi è la responsabilità". 

Alexander, ricoverato all'ospedale dell'Angelo di Mestre, ha riportato traumi da schiacciamento, perché nel volo di 10 metri del pullman dal cavalcavia gli è finito addosso di tutto, gli altri passeggeri, i bagagli.

"Ho provato a difendermi, tenendo la testa fra le mani - spiega - ma l'urto è stato fortissimo". Nei momenti concitati dei soccorsi Alexander aveva perso di vista il padre. Ieri in ospedale ha poi saputo che il genitore era tra i 21 deceduti.

Comune di Venezia: "Buco nel guard rail? È un varco di servizio

"Sono affermazioni inaccettabili quelle che ho letto. Il bus non è caduto perché 'c'era un buco di un metro e mezzo nel guard rail. Quel buco è un varco di sicurezza, di servizio, previsto dal progetto originario del manufatto". A dichiararlo è l'assessore comunale ai trasporti Renato Boraso. "L'autobus - prosegue Boraso - è caduto 50 metri dopo il varco, dopo aver strisciato sul guard rail, senza segno di frenata o contro-sterzata. O Vogliamo dire che senza il 'buco', la barriera avrebbe tenuto un mezzo in corsa, che sbanda, di 13 tonnellate?".

Mestre, il guard rail divelto dall'autobus Foto Davide Calimani Tgr Veneto
Mestre, il guard rail divelto dall'autobus

Una neonata, una coppia in luna di miele: storie dal bus della morte

Identificate tutte le 21  vittime del pullman precipitato a Mestre. I loro corpi sono distesi nelle camere mortuarie dell'Ospedale dell'Angelo a Mestre.

Le vittime

Antonela Perkovic 21 anni croata, era in viaggio di nozze con il marito Marko Bakovic. Neo sposa, incinta, aveva scelto proprio Venezia per coronare il suo sogno d'amore. Il marito, è ricoverato in terapia intensiva. Avevano visitato la città, dopo una camminata per le calli e  in Piazza San Marco, stavano tornando al campeggio Hu di Marghera per la cena.

Vite spezzate

Charlotte Frommherz la più piccola: un anno e 5 mesi tedesca. Daria Lomakina, una bambina ucraina di 10 anni. Sterminata la famiglia romena Ogrezeanu: Aurora Maria, 8 anni, la sorella Georgiana Elena di 13,  papà e mamma Mihaela Loredana e Mircea Gabriel di 42 e 45 anni. Una coppia di fratelli, tre anni e 13 anni, ricoverati a Treviso, hanno perso la mamma, mentre il compagno della donna sarebbe tra i ricoverati. Tra i 21 morti , c'erano 9 ucraini.

I nomi

Annette Pearly Arendse, del 1965 (Sudafrica), Maria Fernanda Arnaud Maciel, del 1967 (Portogallo),Antonela Bakovic, del 1997 (Croazia), Anne Eleen Berger, del 1991 (Germania), Serhii Beskorovainov, del 1953 (cinese con cittadinanza ucraina), Tetiana Beskorovainova, del 1954 (moldava con cittadinanza ucraina), Gualter Augusto Carvalhido Maio, del 1965 (Portogallo), Charlotte Nima Frommerherz, del 2022 (Germania), Siddharta Jonathan Grasse, del 1995 (Germania), Vasyl Lomakin, del 1953 (Ucraina), Daria Lomakina, del 2013 (Ucraina), Anastasiia Morozova, del 2011 (Ucraina), Yuliia Niemova, del 1993 (Ucraina), Aurora Maria Ogrezeanu, del 2015 (Romania), Georgiana Elena Ogrezeanu, del 2010 (Romania), Mihaela Loredana Ogrezeanu, del 1981 (Romania), Mircea Gabriel Ogrezeanu, del 1978 (Romania), Iryna Pashchenko, del 1993 (Ucraina), Liubov Shyshkarova, del 1993 (Ucraina), Dmytro Sierov, del 1990 (Ucraina).

Marko Bakovic e Antonela Perkovic appena sposi Facebook Marko Bakovic
Marko Bakovic e Antonela Perkovic appena sposi

Identificate tutte le vittime dl disastro

Il prefetto di Venezia, Michele di Bari, ha comunicato che sono state identificate tutte le vittime dell'incidente del bus. Sono 9 ucraini, 4 rumeni, 3 tedeschi, un italiano (l'autista), un croato, due portoghesi, un sudafricano.

I feriti "chiedono dei propri cari", il racconto dei medici

Le interviste a Chiara Berti, direttrice dell'Ospedale dell'Angelo di Mestre, e a Moreno De Rossi responsabile del Dipartimento di Salute Mentale dello stesso ospedale

Nelle sedi comunali di Venezia libri per esprimere le condoglianze

Nelle sedi municipali di Ca' Farsetti a Venezia e via Palazzo a Mestre sono a disposizione fino a venerdì 6 ottobre, ultimo giorno del proclamato lutto cittadino per l'incidente del bus in cui hanno perso la vita 21 persone, "dei libri di condoglianze per consentire a tutti i cittadini di manifestare il loro cordoglio per l'immane tragedia che ha colpito la città". Lo rende noto il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Inoltre, fino alla conclusione delle esequie, in tutti gli edifici comunali sarà disposta "l'esposizione del gonfalone di Venezia a mezz'asta o abbrunato, unitamente alla bandiera italiana ed europea".

La Prefettura attiva mail e telefono per assistenza ai parenti

La Prefettura di Venezia, assieme alla Protezione Civile, ha attivato una mail e un numero di telefono a supporto dei familiari delle persone coinvolte nell'incidente. Eventuali richieste di sistemazioni di persone provenienti da fuori Veneto potranno essere chieste alla mail prisemergenza@comune.venezia.it o al numero 0412747070

Mestre, sotto accusa anche le strutture di protezione nel tratto della tragedia

Un guard rail, ma forse la definizione oggi appare quantomeno impropria. La protezione stradale della Rampa Rizzardi a Mestre assomiglia più a una ringhiera. Bassa, vecchia di settant'anni e non in grado di sostenere l'impatto di un pullman del peso di 13 tonnellate. Da un mese erano cominciati i lavori di risanamento: circa 6 milioni e trecentomila euro il costo per un progetto i cui primi rilievi erano partiti il 22 marzo 2016.

Dario giordo ne ha parlato con Renato Boraso, assessore alla Mobilità Comune di Venezia

Lo psichiatra: momento difficilissimo per le famiglie

"E' un momento doloroso, difficilissimo. Man mano che passano le ore diminuisce la speranza di queste persone, le stiamo accompagnando in questa situazione drammatica". Sono le parole di Moreno De Rossi, primario di Psichiatria dell'ospedale di Mestre, che sta assistendo i parenti delle vittime, con equipe operativa dalla notte, con le prime persone arrivate in mattinata, altre ancora in arrivo. "Ogni situazione è diversa: ci sono genitori che chiedono dei figli, figli che chiedono di genitori, mariti che cercano le mogli", aggiunge. In questo momento "non abbiamo affrontato" la ricostruzione di quanto successo. Sono arrivate anche rappresentanze diplomatiche che stanno supportando le persone.

Soccorsi coordinati dal SUEM regionale. Alcune vittime e alcuni feriti ancora da identificare

Coinvolti cinque ospedali della regione, per l'assistenza. Ricoverati a Padova i due casi più gravi: una bimba ucraina e una donna spagnola.

Nel servizio di Ivana Godnik le interviste a Luca Zaia, presidente Regione Veneto; a Paolo Rosi, direttore centrale Suem regionale; a Giuseppe Dal Ben, direttore generale AOU Padova; e a Edgardo Contato, direttore generale Ulss 3 Serenissima.

Il sindaco di Venezia: "Accoglienza e supporto psicologico ai familiari delle vittime"

Il Comune sta offrendo assistenza ai parenti provenienti da diversi paesi. Il primo cittadino interviene anche sulla sicurezza della rampa: "Opera costantemente monitorata, già iniziati i lavori di manutenzione".

Giuseppe Bucca ha intervistato Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia

"Tocchiamo con mano la precarietà della vita umana"

"Ieri sera, sotto il cavalcavia di Mestre, dinanzi alle ventuno salme, fra le quali due erano di bambini, il pensiero è andato immediatamente alla precarietà della vita umana. Viviamo in una società che si illude di garantire tutto e tutti ma, in realtà, eventi come questo ci fanno toccare con mano come l'uomo sia fragile come l'erba del campo". Così il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia che arrivato sul luogo del disastro già in serata, si era raccolto in preghiera sotto il cavalcavia. 

Chi era Alberto Rizzotto, l'autista del pullman volato dal cavalcavia a Mestre

Nel servizio, Arianna Garavaglia è andata a Tezze di Piave, comune di Vazzola, in provincia di Treviso, dove l'uomo viveva con la famiglia, che è chiusa nel dolore. Sul suo corpo disposta l'autopsia

Si indaga per omicidio colposo plurimo contro ignoti

Il procuratore di Venezia, Bruno Cherchi, è alle battute iniziali. "Partire dalle certezze che ancora mancano", dice.

Lo ha intervistato Milva Andriolli, montaggio Serena Ginevra Zamboni

"Avevano bisogno d'aiuto, non potevo voltargli le spalle"

Tra i primi ad arrivare sul posto, Boubakar Toure, 27 anni originario del Gambia, ha cominciato ad estrarre dalle lamiere le persone coinvolte.

Davide Calimani lo ha intervistato 

Cosa sappiamo su quanto è successo?

L'allarme poco prima delle 20 del 3 ottobre: un autobus è caduto da un cavalcavia. Soccorsi rapidi ed efficienti, ma il bilancio appare subito pesantissimo.

Il servizio di Alessia Piovesan, montaggio Mercedes Rizzo

I feriti sono stati trasportati in 5 ospedali tra Venezia, Treviso e Padova

A coordinare la gravissima situazione, la centrale operativa regionale del Suem, che ha attivato il PEIMAF, il Piano Emergenza Interno Massiccio Afflusso di Feriti.

Nel servizio di Ivana Godnik le interviste a Paolo Rosi, direttore centrale operativa 118 regionale Veneto, e Stella Federica, medico Suem

Luca Zaia: "Ringrazio tutti i soccorritori"

"Grande impegno delle strutture sanitarie. Una bimba molto grave ricoverata a Padova", ha detto Il presidente della Regione Veneto.

Sentiamolo al microfono di Andrea Rossini

Sotto la lente degli inquirenti la scatola nera dell'autobus

Al vaglio anche le immagini del circuito di videosorveglianza del pullman precipitato da un viadotto. La società di trasporti: "Il mezzo non ha preso fuoco del tutto".

Nel servizio di Federica Riva l'intervista a Massimo Fiorese, amministratore delegato "La Linea spa"

Zaia: "Grande impegno delle strutture sanitarie. Una bimba molto grave ricoverata a Padova"

"Da un lato abbiamo il tema del riconoscimento delle vittime, dall'altro quello di occuparci dei pazienti. Ringrazio i medici, non solo quelli intervenuti stanotte in strada, ma anche quelli negli ospedali che sono rientrati. A Treviso abbiamo svuotato il pronto soccorso e abbiamo dirottato pazienti. Oggi sono in cinque ospedali. A Padova abbiamo una bimba di tre anni grande ustionata, per cui siamo preoccupati". Lo ha detto il presidente Luca Zaia, fuori dall'ospedale di Mestre

Inchiesta per omicidio colposo plurimo contro ignoti

Il procuratore della Repubblica di Venezia, Bruno Cherchi, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo, al momento a carico di ignoti.

"Ministro dell'Interno costantemente informato"

Nel video, le parole del Prefetto Michele Di Bari all'inizio della riunione di aggiornamento.

Prefetto di Venezia: "Chiesti tre giorni di lutto"

"È un momento di lutto per tutti, in cui stare in silenzio. Sia il presidente della Regione, sia il Sindaco hanno chiesto alla Presidenza del Consiglio l'indizione di tre giorni di lutto, con bandiere a mezz'asta in tutta la Regione". Lo ha riferito ai giornalisti il Prefetto di Venezia, Michele Di Bari. Il Ministro dell'Interno Piantedosi, ha poi aggiunto il Prefetto, per tutta la notte è stato aggiornato sulle operazioni di soccorso e sul bilancio del disastro.

La riunione di aggiornamento con il prefetto di Venezia, Michele Di Bari Tgr Veneto/Luca Colombo
La riunione di aggiornamento con il prefetto di Venezia, Michele Di Bari

Prefetto di Venezia: "Identificate 7 vittime su 21"

Cinque ucraini, un tedesco e un italiano (Alberto Rizzotto, l'autista dell'autobus): sono le vittime finora identificate. Lo ha riferito ai giornalisti il prefetto di Venezia Michele Di Bari. Restano ancora senza nome 14 persone, di cui due minorenni. Dei 15 feriti, quattro sono ucraini, uno tedesco, un francese, un croato, due spagnoli e due austriaci, mentre quattro sono ancora da identificare. Tre sono minorenni, di cui una ucraina ricoverata a Padova e due tedeschi a Treviso.

Mestre, il momento dell'incidente del bus nelle immagini delle telecamere di sorveglianza

Nel video si vede il pullman arrivare sulla rampa del cavalcavia e poi precipitare su via dell'Elettricità

"Guardrail sembra una ringhiera"

Lo dice l'amministratore delegato di La Linea, Massimo Fiorese, sollevando dubbi sul guard rail a protezione del cavalcavia di Mestre che il pullman ha sfondato precipitando. "Le immagini dei filmati che abbiamo visionato mostrano il pullman che si appoggia alla protezione che è quasi una ringhiera", ha dichiarato.

Un dettaglio del guardrail e del parapetto sfondati dal bus prima di precipitare Tgr Veneto Davide Calimani
Un dettaglio del guardrail e del parapetto sfondati dal bus prima di precipitare

L'associazione Vittime della strada: "Guardrail appare vecchio e inidoneo"

"Le indagini dovranno accertare le cause che hanno portato all'incidente, ovvero un malore dell'autista o un problema tecnico, ma si deve già osservare che poco o nulla era stato fatto per prevenirlo. Mi riferisco al guardrail sfondato dal mezzo, che già a prima vista appare di tipo 'vecchio' e comunque totalmente inidoneo a garantire la sicurezza su un tratto di strada pericoloso come quello. Si tratta infatti di un viadotto di grande percorrenza. Questo aspetto è già sicuramente al vaglio degli inquirenti e sarà oggetto di consulenze". È quanto dichiara l'avvocato Domenico Musicco, presidente della onlus Associazione Vittime Incidenti Stradali sul Lavoro e Malasanità.

Il parapetto piegato nel punto della Rampa Rizzardi in cui è precipitato il bus Ansa
Il parapetto piegato nel punto della Rampa Rizzardi in cui è precipitato il bus

Da identificare ancora 14 vittime. Supporto psicologico alle famiglie

"Ci sono 14 morti e 4 feriti ancora senza un nome". Lo riferisce Paolo Rosi, direttore del 118 della Regione Veneto. "Il magistrato questa mattina nominerà un perito incaricato di eseguire il riconoscimento, attraverso impronte dentali e digitali". Il presidente della Regione Luca Zaia riferisce inoltre che “Le salme sono all'obitorio di Mestre, dove è stato organizzata un'accoglienza per i parenti, attivando anche un supporto psicologico. Affrontiamo anche la sfida della diversità linguistica, data le molte nazioni coinvolte”.

Riattivata la linea navetta del campeggio

È ripreso il servizio di bus navetta che dallo Hu camping di Marghera porta a Venezia, con un autobus elettrico uguale a quello precipitato ieri sera dal cavalcavia di Mestre. Ai turisti la struttura offre un biglietto che viene dato all'autista al momento della salita nel mezzo. "Siamo colleghi, ma lo conoscevo soltanto di vista" ha detto ai giornalisti il conducente del bus, a proposito di Alberto Rizzotto, l'autista morto nell'incidente. "Eravamo dipendenti di due società diverse, io de La Linea, lui di Martini, anche se hanno la stessa proprietà", ha concluso.

Amministratore delegato "La Linea": "Nelle immagini il bus frena"

"Nessuno sa ancora esattamente cosa sia successo, quello che sappiamo è che c'era una telecamera fissa sul cavalcavia. Da quel che ho visto delle immagini, per quel poco che si può vedere, si vede il bus arrivare a meno di 50 km/h, si vedono gli stop che si accendono, quindi avrebbe frenato. Poi si vede che il mezzo si 'appoggia' al guardrail, si ribalta e cade giù". Lo ha detto all'agenzia LaPresse Massimo Fiorese, amministratore delegato dell'azienda "La Linea Spa", la società di proprietà del bus volato giù dal cavalcavia a Mestre ieri sera. "Specifico che l'autobus non ha preso fuoco, ha fatto solo qualche fiammella. Essendo elettrico, se avesse preso completamente fuoco sarebbe stata una tragedia anche peggiore", aggiunge Fiorese.

La ricostruzione della tragedia

Il botto, fortissimo, poco prima delle 20 di martedì 3 ottobre. Una scena terrificante si presentata agli occhi dei primi testimoni e soccorritori. I resti di un autobus proveniente da Venezia e diretto a Marghera precipitato dal cavalcavia Rizzardi, conosciuto anche come Vempa. Il mezzo giace ribaltato sull'asfalto, accanto al tracciato ferroviario, non lontano dalla stazione di Mestre

Il volo dal cavalcavia

Un salto di una quindicina di metri. Scoppia un incendio. Un'apocalisse. I primi soccorritori sono alcuni testimoni: due cittadini stranieri estraggono a mani nude qualcuno fino all'arrivo dei vigili del fuoco e delle ambulanze. In uno dei primi video circolati sui social network, si vede un padre che riesce a uscire dal finestrino e a portare in salvo la figlioletta. Si vedono scintille sprigionarsi dal vano delle batterie del mezzo elettrico. Scatta il piano delle emergenze negli ospedali di Mestre, Mira, Padova, Treviso: medici e sanitari sono richiamati in servizio.

La conta delle vittime

In pochi minuti si è capito che si trattava di una strage immane. La conta dei morti - la maggior parte giovani, con alcuni minori - è cresciuta di ora in ora. L'ultimo bilancio parla di 21 vittime, di diverse nazionalità, e di 15 feriti. Alcuni in fin di vita. Di questi, 15 sono già stati identificati. 

Morto l'autista

L'unica vittima italiana accertata, per ora, è Alberto Rizzotto, 40 anni, autista esperto, lavorava per la ditta Martini Bus. Il suo compito guidare la navetta che trasporta i turisti ospiti del campeggio Hu di Maghera, l'ex Jolly, da e per Venezia centro storico. Era di Tezze di Piave, un professionista ritenuto affidabile, esperto. Si sospetta un malore. Alcuni testimoni hanno visto il mezzo zigzagare a velocità moderata prima che sfondasse il parapetto del cavalcavia. L'autobus era nuovo, immatricolato meno di un anno fa. 

Più passeggeri del previsto

A Venezia avrebbe dovuto caricare 16 persone, quelle prenotate dalla struttura, invece, visto che c'era la capienza, ne sono salite molte di più. Una quarantina. Per questo è difficile capire chi ci fosse. E di quale nazionalità.

Le indagini

Ora la parola spetta alla procura. Dopo l'apertura dell'inchiesta si attendono per oggi gli esami medico legali per chiarire la dinamica della tragedia. Prima dell'alba è stata rimossa la carcassa dell'autobus, un modello elettrico. L'operazione è stata ritardata dalla necessità di attendere il raffreddamento delle batterie, per evitare che le fiamme ripartissero. 

Lutto e cordoglio

Lutto cittadino  proclamato e bandiere a mezz'asta in tutta la regione. Il cordoglio è unanime. “È l'ora del dolore”, ha detto il presidente della regione Luca Zaia. “È altrettanto doveroso indagare sulle cause di questa strage”. 

Tra le 21 vittime ci sono un neonato di pochi mesi, un 12enne e una ragazza minorenne

Lo riferisce all'agenzia ANSA Paolo Rosi, coordinatore del Suem 118 Veneto. Non ci sono stati nuovi decessi nella notte tra i 15 feriti portati negli ospedali della regione. Quattro di essi, in terapia intensiva, non sono ancora stati identificati. Una donna austriaca, che si ritiene sia la mamma di due bambine, di 13 e 3 anni, è ricoverate a Treviso in condizioni non gravi.

Riaperta la circolazione su via dell'Elettricità

Mestre, riaperta la circolazione su via dell'Elettricità

Mestre, riaperta la circolazione su via dell'Elettricità Foto Davide Calimani Tgr Veneto
Mestre, riaperta la circolazione su via dell'Elettricità

In volo con il drone sopra l'area dell'incidente

Le immagini riprese dall'alto fanno capire meglio la portata della tragedia

Grida, fumo, fiamme

Le prime immagini dopo la caduta del bus dal cavalcavia. Il video è stato girato pochi istanti dopo la tragedia 

Sotto shock i colleghi dell'autista morto: "Alberto era esperto"

Alberto Rizzotto, 40 anni, nato a Conegliano ma residente a Vazzola nel Trevigiano, era l'autista del pullman precipitato martedì sera a Mestre da un cavalcavia. Alberto è deceduto insieme ad altri 20 passeggeri del mezzo che stava guidando. Quali siano state le cause dell'uscita di strada lo stabiliranno i rilievi degli inquirenti e le testimonianze raccolte in queste drammatiche ore. Quello che si sa al momento è che Rizzotto era un autista esperto, e che svolgeva l'attività da 7 anni.

Sgomento e dolore fra quanti hanno conosciuto Alberto Rizzotto, a partire dai sui colleghi. Sono tanti i messaggi che in queste ore stanno comparendo in rete per ricordarlo, come quello di Laura che scrive "così orgoglioso del tuo lavoro, dovevi portarci tutti nel tuo autobus alla festa della classe".

Rizzotto era dipendente della "Martini Bus" che aveva noleggiato il mezzo alla società "La Linea" con una quale aveva un contratto per il trasporto dei turisti a Venezia. 

Alberto Rizzotto, l'autista del pullman deceduto Tgr Veneto
Alberto Rizzotto, l'autista del pullman deceduto

Rimosso il bus da sotto il cavalcavia

Nel video le immagini della rimozioneI dei resti del pullman precipitato ieri sera da un cavalcavia a Mestre. Il mezzo è stato sollevato dopo ore di lavoro ininterrotto con il supporto di due gru, e poi posto su un pianale per essere trasportato in un deposito. 

Voci raccolte sul luogo dell'incidente

Dolore e sconcerto per una tragedia così grave avvenuta in pochi attimi e che ha profondamente colpito tutta la città di Venezia.

Nel servizio di Federica Riva e Dario Giordo le interviste a Mauro Luongo, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, al prefetto Michele Di Bari, al procuratore della Repubblica Bruno Cherchi ed a Luigi Brugnaro, sindaco della città.

Mestre, il Patriarca di Venezia prega per le vittime sul luogo dell'incidente

Monsignor Francesco Moraglia ha benedetto le salme, coperte da teli bianchi, sui quali sono stati deposti dei mazzi di fiori rossi.

Soccorsi, sirene, ambulanze. Una scena apocalittica

Vigili del Fuoco: "Conclusa l'ispezione del pullman"

I Vigili del Fuoco comunicano che sono state "quindici le persone soccorse dai 60 pompieri, giunti anche dai Comandi di Padova e Treviso. Elevato il numero di vittime. Conclusa l’ispezione all’interno del mezzo, si sta procedendo con la verifica per escludere la presenza di persone rimaste sotto il pullman."

Il cordoglio della società proprietaria del campeggio

"Il Gruppo Human Company, proprietario di "hu Venezia camping in town", struttura che ospitava alcune delle persone coinvolte nell’incidente avvenuto questa sera a Mestre, esprime il più profondo cordoglio e la massima vicinanza ai familiari dei passeggeri del bus. Siamo in contatto con la direzione sanitaria degli ospedali e con le autorità competenti per aggiornamenti sull’evolversi della situazione e sulle condizioni di salute dei feriti".

Luca Zaia: "Mercoledì in Veneto bandiere a mezz'asta"

Domani in tutte le sedi regionali del Veneto verranno esposte le bandiere a mezz’asta, in segno di lutto pubblico dopo il gravissimo incidente avvenuto a Mestre. Invito anche tutti gli i Comuni e gli enti locali ad adottare questa forma di cordoglio per le vittime e vicinanza ai feriti”. Lo comunica il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Chi era l'autista del pullman

Tra le vittime del bus precipitato a Mestre c'è anche l'autista del mezzo. L'uomo si chiamava Alberto Rizzotto, aveva 40 anni ed era originario di Tezze di Piave in provincia di Treviso.

Albero Rizzotto, l'autista del pullman deceduto Tgr Veneto
Albero Rizzotto, l'autista del pullman deceduto

Il punto dove il pullman è precipitato

Le immagini del disastro

Le condoglianze di Ursula von der Leyen

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea: "Le mie più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime ed ai feriti del grave incidente di Mestre. Sono vicina al Presidente Mattarella, al Presidente Meloni ed al sindaco di Venezia Brugnaro in questo momento di profondo dolore".

Un malore dell'autista tra le ipotesi

Parlando con la stampa il comandante della Polizia municipale di Venezia, Marco Agostini, ha riferito che dai rilievi fatti non vi sono tracce di frenata sull'asfalto. "Il pullman ha divelto il guard rail ed è finito nella scarpata. Che vi sia stato un malore dell'autista è una delle ipotesi".

Il Comune di Venezia proclama il lutto cittadino

A seguito del grave incidente stradale verificatosi questa sera a Mestre il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha disposto da oggi il lutto cittadino. "Un'immane tragedia ha colpito questa sera la nostra comunità - ha detto il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro - Ho disposto da subito il lutto cittadino, in memoria delle numerose vittime che erano nell'autobus caduto. Una scena apocalittica, non ci sono parole".

Renato Boraso: "Una tragedia immane"

Dario Giordo ha intervistato Renato Boraso, assessore alla Mobilità del Comune di Venezia

A bordo del pullman turisti di varie nazionalità

Il pullman precipitato dal cavalcavia non svolgeva servizio di linea, ma era un mezzo Ncc della società "La Linea", noleggiato da un campeggio per i suoi ospiti. A bordo c'erano turisti di varie nazionalità. Con loro anche almeno due minorenni.

Le squadre di soccorso intorno al pullman precipitato Foto Federica Riva Tgr Veneto
Le squadre di soccorso intorno al pullman precipitato

Luca Zaia: "Al lavoro l'intera rete regionale della Sanità"

“E’ una tragedia dalle enormi proporzioni: il bilancio, provvisorio, parla di almeno 21, vittime e di più di 20 persone ricoverate negli ospedali del Veneto molte delle quali in gravissime condizioni. Purtroppo l’incidente ha coinvolto anche alcuni minori. È stata immediatamente attivata l’intera rete del SUEM 118 del Veneto. I feriti sono stati trasportati negli ospedali di Mestre, Mirano, Padova e Treviso. Sono state impiegate più di 20 ambulanze e sul posto è stato fatto convergere anche l’elisoccorso di Treviso. Le vittime ed i feriti sono di varie nazionalità, non solo italiani: sono ancora in corso le operazioni di estrazione e riconoscimento delle salme, ad opera dei Vigili del Fuoco, della questura e dei sanitari, che ringrazio per i loro sforzi”. Lo si legge nella nota diramata dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

“Esprimo sin da ora il cordoglio dell’intera Regione Veneto a tutte le famiglie che in queste ore stanno vivendo un pesantissimo lutto o sono provate dalle condizioni dei loro cari feriti. Ho chiesto all’intera nostra sanità di mettere in campo ogni risorsa possibile per prestare il massimo dell’assistenza”, conclude il presidente.

Luca Zaia (Foto di archivio) Ansa / Fabio Frustaci
Luca Zaia (Foto di archivio)

Il cordoglio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni

"Esprimo il più profondo cordoglio, mio personale e del Governo tutto, per il grave incidente avvenuto a Mestre. Il pensiero va alle vittime e ai loro famigliari e amici. Sono in stretto contatto con il sindaco Luigi Brugnaro e con il ministro Matteo Piantedosi per seguire le notizie su questa tragedia". Lo dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il bilancio della Prefettura

La Prefettura di Venezia ha comunicato un primo bilancio dell'incidente di questa sera: 21 morti, 12 feriti e 4 o 5 dispersi.

La dinamica dell'incidente

Secondo le prime testimonianze il pullman avrebbe fatto un volo di circa 30 metri. L'incidente è avvenuto poco prima delle ore 20 sul cavalcavia della bretella che da Mestre porta a Marghera. Per cause ancora da accertare, ha sfondato il parapetto, ed è precipitato finendo nei pressi dei binari della stazione di Mestre, incendiandosi. Alcune delle prime vittime recuperate sarebbero morte carbonizzate. 

La situazione dei feriti

Sarebbero almeno una decina i feriti, di diversa gravità, già trasportati negli Ospedali di Mestre, Padova, Treviso, Mirano e Dolo. Lo fa sapere l'Ulss 3 Serenissima di Venezia. 

Il sindaco Brugnaro: “Immane tragedia, scena apocalittica”

"Un'immane tragedia ha colpito questa sera la nostra comunita'. Ho disposto da subito il lutto cittadino, in memoria delle numerose vittime che erano nell'autobus caduto. Una scena apocalittica, non ci sono parole". Lo scrive il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro su Twitter parlando del tragico incidente che ha visto un bus precipitare da un cavalcavia a Mestre.

Nelle immagini di Federica Riva i primi soccorsi

Tragedia a Mestre martedì sera. Un pullman, con numerose persone a bordo, è precipitato da un tratto sopraelevato in via dell'Elettricità, finendo sul tratto ferroviario che scorre a fianco della strada. Vi sarebbero delle vittime e numerosi feriti. Sul posto numerose ambulanze e mezzi dei Vigili del Fuoco.

Non è ancora chiara la dinamica dell'incidente ne se si tratti di un pullman turistico o di linea.