La cronaca degli eventi

La violenta ondata di maltempo sul Veneto: segui gli aggiornamenti in tempo reale

Nel Vicentino l'emergenza esondazione sta rientrando. Città salva grazie ai bacini di laminazione. Oggi scuole aperte e la circolazione dei treni è tornata regolare
La violenta ondata di maltempo sul Veneto: segui gli aggiornamenti in tempo reale
Vigili del Fuoco
Strade allagate nel Vicentino

Basso Vicentino, a Montegalda messa in sicurezza la casa di riposo

A Montegalda i volontari della Protezione Civile di Montecchio mettono in sicurezza la casa di riposo. Qui il Bacchiglione è un fiume pensile, scorre più alto del piano campagna. La piena è passata a mezzogiorno, ma la rete secondaria dei canali è stracolma, l’acqua non riesce a defluire, servono le idrovore.

Nel servizio di Andrea Rossini le interviste ad Adriano Chilese, volontario Protezione Civile, e ad Andrea Nardin, sindaco di Montegalda, Vicenza

Bacini di laminazione: cosa sono, quanti ne esistono e quanti ce ne vorrebbero

I bacini di laminazione che hanno salvato Vicenza sono quello di Caldogno, sul Timonchio, concluso nel 2016, quello sul fiume Agno Guà, finito nel 2022, e quello di Viale Diaz in città. Ma anche l'invaso del torrente Orolo a Costabissara, già funzionante.

Esiste un libro delle cose fatte e uno dei sogni alla direzione Difesa del Suolo della Regione: 24 opere in tutto tra Padova, Treviso e Vicenza. Comprende anche quelle per cui non c'è nemmeno un euro. Manca un miliardo, ha detto il presidente Zaia.

Le opere di difesa e il problema "Retrone"

Il solo Vicentino ne conta dodici, ma alcuni sono strategici per salvare la città. È il Retrone il fiume più critico. Con le piogge di questi giorni ha toccato i tre metri e 83 centimetri, immettendo acqua nel Bacchiglione e spaventando esperti e autorità. Non esistono opere di mitigazione fatte o possibili, perchè è troppo corto, 15 chilometri in tutto, e lo spazio per un bacino di laminazione non c'è.

Allora che fare? Due sarebbero gli interventi possibili, nella lista della Regione, per scaricare acqua e non immetterne nel Retrone: un invaso sulla roggia Dioma che entra nel fiume, da costruire nel comune vicentino di Monteviale; un altro invaso per il torrente Onte a Sovizzo. Il primo non è nemmeno finanziato. Il secondo è in progetto e dovrebbe essere fatto come opera di compensazione per la tratta Tav Verona-Vicenza.

A gran voce la Camera di Commercio chiede anche il Bacino di Meda per il torrente Astico. Una sorta di diga che darebbe vita a un serbatoio d'acqua da 8 milioni di metri cubi di acqua, utile anche per le fasi di siccità.

Il servizio di Alessia Piovesan, montaggio Davide Baldan

Nel Padovano allagamenti e una frana a Bastia di Rovolon

Il campo da calcio è ancora una piscina di fango, ma l’acqua ha già iniziato a defluire. Nella giornata di mercoledì 28 tutta la zona industriale di Bastia di Rovolon, Padova, era un acquitrino. Per l’amministrazione comunale i danni più ingenti alla palestra scolastica, dove il pavimento in legno si è deformato.

Da domani si cercherà di contare i danni. Ai consorzi di bonifica il compito di capire cosa abbia generato l’alluvione.

Nel servizio di Davide Pyriochos le interviste ad Ermanno Magagnin, sindaco Rovolon; Mattia Montemezzo, vicesindaco Rovolon; Davide Cristofanon, assessore Protezione Civile 

Vicenza, il fiume Retrone sorpresa in negativo

Pompe per aspirare l’acqua, pulizie: a Vicenza ci si rimbocca le maniche. Negozi, ristoranti, abitazioni. Una prima ricognizione parla di 350 edifici e 2700 persone coinvolte.

In città il Bacchiglione non è esondato grazie ai bacini di laminazione, che però non ci sono sul Retrone. È stata questa la sorpresa in negativo di questa ondata di maltempo: si è ingrossato velocemente, troppo. La Regione sta studiando degli interventi, e il Comune dovrà adeguare il piano di emergenza considerando anche questo fiume.

Nel servizio di Matteo Mohorovicich le interviste a Virgilio Cosmo, comandante Guardia Finanza Vicenza, e a Giacomo Possamai, sindaco Vicenza 

Veneto: attesa una nuova perturbazione. In montagna attenzione al rischio valanghe

Sul Veneto il maltempo si è preso una pausa, ma è solo passeggera. Nelle prossime ore atteso un nuovo peggioramento. Un afflusso di masse fredde favorirà un calo di temperature. Sull'intero arco alpino regionale si prevedono nevicate a cui sarà opportuno prestare attenzione soprattutto per quanto riguarda il rischio valanghe.

Ci dice tutto Giuseppe Mucci, meteorologo Rai Meteo

Vicenza, iniziata la conta dei danni

Trecentocinquanta edifici coinvolti, 2.700 le persone

Il Comune di Vicenza ha iniziato la conta dei danni, in seguito al maltempo delle ultime ore. La sorpresa è arrivata soprattutto dal fiume Retrone che non ci si aspettava si alzasse di livello così tanto e in poco tempo. Mentre il Bacchiglione, grazie alle cassa di espansione, ha risparmiato la città da una nuova alluvione.

Il Centro operativo comunale (Coc), in collaborazione con la Protezione Civile regionale, sta organizzando l'attività di svuotamento degli immobili che hanno subito allagamenti. I cittadini interessati sono invitati a fotografare il materiale danneggiato, prima di smaltirlo, in modo da conservarne traccia in attesa di avere indicazioni circa l'iter per la richiesta di ristoro dalla Regione Veneto

Nel frattempo le strade di Vicenza sono state tutte riaperte, così come le scuole, i centro diurni, i centri per anziani, le palestre

Crolla un muro sulla strada: chiusa la statale Carnica nei pressi di Lorenzago di Cadore

La Strada Statale 52 "Carnica" è chiusa al traffico all'altezza di Lorenzago di Cadore, in provincia di Belluno, a causa del crollo di un muro di sostegno lungo la carreggiata. Sul posto sono intervenute le squadre Anas e le forze dell'ordine per la gestione della viabilità, al fine di consentire il ripristino della normale viabilità nel più breve tempo possibile.

Veneto, riaperte tutte le linee ferroviarie

In Veneto ripresa la circolazione dei treni nelle tratte dove i convogli erano stati fermati, per i rischio legati al maltempo. 

Rete Ferroviaria Italiana ha, infatti, comunicato che, dalla mattina di giovedì 29 febbraio, è stata riaperta la circolazione ferroviaria lungo le linee Vicenza-Padova, Vicenza-Schio e Vicenza-Treviso.

Valanga ad Arabba a Porta Vescovo, salvi due sciatori

Tragedia sfiorata lungo la pista Salere a Porta Vescovo, nel Comune bellunese di Livinallongo del Col di Lana

Dove una valanga si è staccata ed è caduta proprio mentre stavano passando due sciatori.

I fatti

Incolumi i due che sono, per fortuna, riusciti a scivolare sopra la neve in distacco, senza esserne inghiottiti. Immediato l'allarme arrivato alla centrale Suem 118 di Pieve di Cadore e della stazione di Livinallongo del Soccorso Alpino e Speleologico

Permane il rischio valanghe

Intanto, sulle Dolomiti e le Prealpi il rischio valanghe è marcato, di grado 3, su una scala di 5. A dirlo l'Arpav, nel suo bollettino. Il rialzo delle temperature e le precipitazioni, piovose fino a 1700 m circa, stanno infatti ulteriormente riscaldando e sovraccaricando il manto nevoso.

In volo con i vigili del fuoco sulle aree allagate

È vedendo dall'alto che si riesce a capire la portata degli avvenimenti di queste ore, e di come i bacini di laminazione, di Caldogno e e Costabissara, abbiano salvato Vicenza.

Il sindaco di Vicenza Possamai: "Il rischio esondazione è finito

L'intervista di Nicola Accardo a Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza

Vicenza, il sindaco Possamai: "Giovedì scuole aperte"

"Domani (giovedì 29 febbraio) tutte le scuole di ogni ordine e grado di Vicenza riapriranno". È questo l'annuncio dato dal sindaco Giacomo Possamai. "Non sarà una mattinata facile, soprattutto sotto il profilo della viabilità - ha aggiunto il primo cittadino - ma riteniamo giusto procedere con questa decisione anche per non creare disagi alle famiglie e per tornare alla normalità. Il peggio è passato, almeno per il momento - ha poi detto Possamai - i livelli in discesa di Bacchiglione, Retrone e Dioma inducono ad un cauto ottimismo. Sicuramente per mettere in salvo la città di Vicenza è stata fondamentale l'utilizzo a nord dei due bacini di laminazione".

San Bonifacio (Verona) salvata dal ponte mobile che è stato sollevato

Era il 2013 quando il vecchio ponte della Motta, bloccando rami e detriti fece da tappo, e il torrente Alpone esondò allagando San Bonifacio, Soave, e Monteforte. Questa volta è andata diversamente perché, nel frattempo, è entrato in funzione il ponte mobile che è rimasto sollevato quasi 4 ore, dalle 4,30 alle 8. L'architetto che lo ha progettato spiega che il sollevamento è reso possibile da 4 pistoni che si alzano contemporaneamente in poco più di 15 minuti.

L'allerta intanto resta alta. Si attendono nuove precipitazioni e sono possibili altri sollevamenti anche nei prossimi giorni.

Nel servizio di Davide Pyriochos le interviste a Giampaolo Provoli, sindaco di San Bonifacio, e a Pier Domenico Mazza, architetto

La piena del Bacchiglione tiene col fiato sospeso anche il Padovano

La paura è quella di rivivere la situazione di 10 anni fa quando il quartiere Ortazzo, a Battaglia Terme, è finito sott’acqua isolato, per giorni. I volontari della Protezione Civile sono stanno intervenendo dalle prime ore dell’alba. A 5 km di distanza, a Montegrotto Terme, è allagata la strada di via dei Colli. Anche qui i volontari assieme al sindaco sono al lavoro dalla scorsa notte.

Nel servizio di Ivana Godnik le interviste a Massimo Momolo, sindaco Battaglia Terme; Riccardo Mortandello, sindaco Montegrotto Terme; Sergio Giordani; presidente provincia Padova; Daniela Bordin, consigliera provincia Padova con delega alla Protezione Civile 

La Regione Veneto ha dichiarato lo stato di crisi

"I livelli di piovosità sono paragonabili a quelli registrati durante la tempesta Vaia o l’alluvione del 2010, poteva essere una catastrofe ma sono stati imbrigliati nei bacini 6 milioni di metri cubi di acqua". A dirlo il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e l'assessore alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin, nel corso del punto stampa a Marghera. Ha funzionato, dicono, il piano per la prevenzione del dissesto idrogeologico avviato dopo il 2010: diaframmazione e rinforzo degli argini, 40 milioni all’anno per le manutenzioni, i bacini scolmatori che hanno salvato Vicenza dal disastro. Dichiarato lo stato di crisi regionale.

Nel servizio di Andrea Rossini, montato da Vito Spalluto, le interviste a Luca Zaia, presidente Regione Veneto, e a Gianpaolo Bottacin, assessore alla Protezione Civile Regione Veneto

Vicenza salvata dai bacini di laminazione

Senza i bacini di laminazione di Caldogno e di Costabissara, sull’Orolo, 2 milioni di metri cubi di acqua limacciosa avrebbero invaso Vicenza, come nel 2010. È la pioggia che picchia la pianura a preoccupare: 38 millimetri in cinque ore, solo nella notte. In due giorni ne sono caduti 150, sia in montagna che in pianura. 

Allagamenti in città

Chiuse strade, come la tangenziale sud, allagati sottopassi, mezzo metro d’acqua in zona Stadio, Menti compreso. Sott’acqua parte della zona industriale dove è tracimata la roggia Dioma.

Nella notte sono arrivate centinaia di chiamate ai vigili del fuoco, 50 gli interventi ancora in atto. Nessun evacuato. Dal Retrone esce acqua da ieri nei punti più bassi come al parco. Aree verdi pubbliche inaccessibili. Non si è ancora deciso sulla riapertura delle scuole, chiuse per oggi in ogni ordine e grado. Il Comune raccomanda massima attenzione.

Nel servizio di Alessia Piovesan l'intervista a Stefano Guderzo, Protezione Civile Regione Veneto

Luca Zaia: chiesto lo stato di crisi, ma la situazione è sotto controllo

"Ho firmato il decreto dello stato di crisi, poi non so se Roma ci darà i 'schei', ne avanziamo comunque tanti. Ho nominato l'assessore alla Protezione Civile Bottacin a capo dell'unità di crisi nel coordinare, spero, il rientro alla normalità". Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel corso del punto con la stampa sull'ondata di maltempo. "Ci sono i presupposti - ha aggiunto - per dire che la situazione è sotto controllo. Si evitino gesti eroici, i curiosi creano solo impiccio, perdono solo tempo, dico di evitare di andare sopra gli argini per fare il 'video della vita', il rischio è che crollino. Già è un bel risultato che nessuno si sia fatto male", ha concluso.

La conferenza stampa del presidente della Regione Veneto Luca Zaia Foto Andrea Rossini Tgr Veneto
La conferenza stampa del presidente della Regione Veneto Luca Zaia

Vicenza: invaso dall'acqua un hotel in zona stadio

L'acqua "è salita come nel 2010, nemmeno tanto piano." È il racconto di Luca Bonotto davanti al suo hotel in zona stadio a Vicenza, struttura che risulta allagata al piano terra. “Abbiamo mandato via tutti gli ospiti”, ha aggiunto.

Video di Local Team

Vicenza, l'acqua è arrivata nella zona industriale. Le immagini del drone

Situazione critica a Vicenza anche nel quadrante ovest della città. Nelle immagini, riprese col drone da Local Team, siamo nella zona industriale dove l'acqua sta iniziando ad allagare le strade. 

Vicenza, il sindaco Possamai: "Situazione molto critica. Evitate gli spostamenti"

Situazione dei fiumi sotto osservazione a Vicenza. A preoccupare è soprattutto il Retrone, che ha superato il terzo livello di soglia, il massimo. 

Strade chiuse per allagamenti

In città si registrano vari allagamenti: le zone più colpite sono quelle attorno allo Stadio, dove si sta lavorando con delle pompe idrovore per aspirare acqua, e l'area industriale. Monitorato anche il Tribunale a Borgo Berga, dove il Retrone confluisce con il Bacchiglione, che in città è tenuto sotto controllo dall'apertura del bacino di Caldogno. Resta l’allerta rossa per il rischio idrogeologico.

Qui tutti gli aggiornamenti disponibili dal Comune di Vicenza.

Scuole e impianti sportivi chiusi

2.500 sacchi di sabbia sono già stati distribuiti ai presidi di via Fusinato e piazza Matteotti. Attivate le misure di protezione del centro. Il Comune ha deciso di chiudere le scuole di ogni ordine e grado per oggi, mercoledì 28 febbraio.
La decisione, che riguarda anche tutte le palestre e gli impianti sportivi comunali, è stata presa a scopo precauzionale per non congestionare le strade che devono essere lasciate quanto più possibile libere per consentire il pronto intervento dei mezzi di protezione civile e di soccorso.