Ambiente

A passo Vezzena un anno dopo Vaia: lavoro di squadra per ripartire

La pulizia dei boschi è a buon punto anche a Luserna, il viavai di camion è costante: portano i tronchi venduti verso l'Austria, la Slovenia e il resto d'Italia. Intanto la stima dei danni in Trentino è cresciuta: da 3 a 4 milioni di metri cubi
di Alessandro Franzi e Gianni Motter, montaggio Dino Gonzo Tgr Trentino

"Nella zona di Vezzena sono caduti all'incirca 70mila metri cubi di legname, ne abbiamo recuperato circa 50mila: tempo ancora un anno e penso che abbiamo risolto la prima fase del problema". Fabrizio Iorio è da trent'anni custode forestale, e un anno dopo la tempesta Vaia ci ha accompagnati nelle cicatrici del passo Vezzena, 1400 metri di quota, nel comune di Levico.

Questo è un corridoio naturale fra Trentino e Veneto: "Dopo che abbiamo recuperato tutto il prodotto - ha proseguito Iorio -, dobbiamo organizzarci per una ricostruzione del territorio. Quindi una ri-piantumazione per recuperare la stabilità idrogeologica".

Sull'altopiano, le scarse pendenze sono state d'aiuto. Per il taglio, il Comune di Levico ha scelto imprese locali: una quarantina i boscaioli al lavoro in questi 12 mesi. Lungo il sentiero per forte Verla, vengono ordinati i tronchi di abete che nel piazzale a valle, lungo la statale, saranno caricati dai camion diretti agli acquirenti in Austria, Slovenia e nel resto d'Italia.

Anche nella vicina Luserna, il cantiere è continuo. Ma in un anno sono stati recuperati due terzi dei 18.000 metri cubi abbattuti dal vento. "Un bel lavoro collettivo", ha detto il sindaco, Luca Nicolussi Paolaz. Quattro boscaioli di un'impresa slovena sono ormai di casa: vivono a Luserna da un anno.

In un anno è, però, cresciuto il bilancio ufficiale dei danni: i 3 milioni di metri cubi di legname schiantato hanno superato (in tutto il Trentino) i 4 milioni. 

 

					

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