Cronaca

Tempesta Vaia: i giorni che hanno stravolto il Veneto

29 ottobre 2018, dopo la pioggia il vento eccezionale: fino a 192 chilometri l'ora. Ecco i momenti più drammatici di quanto accadde
di Sara Barovier, montaggio di Christian Montone

E' stato battezzato Vaia il maltempo che colpì l'Italia nell'ottobre-novembre 2018, con venti fortissimi e piogge che colpirono varie zone della penisola nell'arco di una decina di giorni, dal 26 ottobre al 5 novembre . Ci furono vittime e danni per quasi 5 miliardi di euro (dei quali oltre la metà in Triveneto).

Una delle catastrofi più gravi. Ore 14 del 26 ottobre: l'allarme
Vaia è considerata una delle catastrofi naturali più gravi che abbiano colpito l'Italia in epoca contemporanea. Alle ore 14 del 26 ottobre la protezione civile della Regione Veneto emanò l'allerta rossa di elevata criticità di rischio idraulico ed idrogeologico

​ 715.8mm di pioggia  in tre giorni tra il 27 e il 29 ottobre
Tra il 27 e il 29 ottobre sulla montagna veneta caddero 715.8mm di pioggia. (Stazione rilevante: Soffranco).  Le zone più colpite  Le zone più colpite sono state, in Veneto, quelle dell'Agordino, del Cadore, del Feltrino, del Comelico, e del Vicentino (Altopiano di Asiago). Straripati i fiumi Piave e Brenta, molti in montagna i torrenti esondati con frane e smottamenti. Tracimato anche il Lago di Alleghe. Il giorno prima, il 28, l'invito della Regione Veneto: chiudere fabbriche e scuole. Tutti a casa

29 ottobre, dopo la pioggia il vento eccezionale: fino a 192 chilometri l'ora
E i venti sono arrivati. Raffiche di forza eccezionale fino a 192 chilometri all'ora. In particolare in montagna. Sull'agordino, e sull'Altopiano di Asiago

Lo schianto delle foreste e i black out elettrici
In Veneto sono stati rasi al suolo migliaia di alberi in particolare sull' Altopiano dei Sette Comuni (Val d'Assa e Piana di Marcesina), e, per quanto riguarda il bellunese, in Val Visdende, nell'alto Agordino (Rocca Pietore, Colle Santa Lucia, Caprile e Alleghe). All'abbattimento degli alberi fecero seguito imponenti black out delle linee elettriche, risolti, in alcuni casi, soltanto dopo una decina di giorni. 

Sandro Pompolani, schiacciato da un platano
E c'è una vittima. E' Sandro Pompolani, chimico 49venne padovano, la sua auto schiacciata da un platano a Feltre, il secondo comune più colpito in provincia di Belluno

14 milioni di alberi schiantati. In Veneto danni per 1 miliardo 700 milioni
A distanza di un anno I segni del passaggio dell'uragano sono ancora ben visibili, con montagne e valli in alcuni tratti praticamente irriconoscibili. Si stima che la tempesta abbia danneggiato più di quaranta mila ettari di superficie boschiva delle Alpi Orientali. Federforeste e Coldiretti hanno ipotizzato che il numero totale degli alberi abbattuti sia vicino ai quattordici milioni. Nel solo Veneto i danni stimati si aggirano attirno a un miliardo e settecento milioni di euro. Sono partiti i lavori di pulizia dei boschi e di rifacimento di strade, ponti, argini. 1746 i cantieri finora aperti in provincia di Belluno. Molto, moltissimo resta da fare

					

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