Venezia, la mostra "Cosmologie" indaga le contaminazioni artistiche fra Italia e Cina

Organizzata da "Unlike Unconventional Events", vuole promuovere quel dialogo, anche commerciale, che c'è fra Occidente e Oriente

L'arte come linguaggio universale, come ponte fra le culture, da Occidente a Oriente, dall'Italia alla Cina.

Dialogano e cercano similitudini e relazioni i quadri e le opere della mostra Cosmologie, in corso a Venezia a Palazzo Pisani Revedin. Pittura, ma non solo. C'è la materia, come il sughero, a suggerire nuove espressioni e contaminazioni artistiche.

Le cercano quattro artisti cinesi, Tong Yanrunan, Xing Dong, e poi  Jingge Dong e Shengyi Chao, che hanno scelto di vivere e lavorare nella città lagunare, e la trevigiana Silvia Canton.

L'esposizione ha orgine su impulso del programma per l'export "Go Far" di Irecoop Veneto, ente strumentale di Confcooperative del Veneto,  curata da Martina Cavallarin e Antonio Caruso.

Arte e Impresa, insieme

Il progetto nasce da una base commerciale legata alla promozione del mondo del vino italiano in Cina. Le opere d'arte possono accompagnare e raccontare l'eccellenza della cultura italiana. E, come spiega l'ideatore di "Cosmologie" Chrstian Comis, disinnescare stereotipi e banalità sulla via della seta attraverso la creatività.