L'infezione all'ospedale Borgo Trento

Processo Citrobacter, nuovo rinvio: a Verona si torna in aula a giugno

I Pm devono specificare meglio i ruoli di ciascuno dei sette imputati. Il batterio contagiò tra il 2018 e il 2020 cento nati prematuri causando la morte di quattro e danni permanenti a sei

Dieci minuti in aula, poi la decisione di rinviare tutto al 25 giugno. Servirà ancora tempo prima di entrare nel vivo della discussione sul caso del Citrobacter. Il giudice per l’udienza preliminare Livia Magri ha accolto le eccezioni sollevate a dicembre dagli avvocati della difesa. 

Vuol dire che - in termini di contestazioni - si parla sempre di omicidio colposo e lesioni colpose: ma i pubblici ministeri devono specificare meglio i ruoli di ciascuno dei sette imputati. La vicenda è quella del batterio che nei reparti reparti di Maternità dell’Ospedale di Borgo Trento contagiò tra il 2018 e il 2020 cento nati prematuri, causando la morte di quattro e danni permanenti a sei. La procura si è avvalsa di una super perizia, che però cristallizza le responsabilità solo a partire dal 2020, per i casi dei danni irreversibili a Benedette e della morte di Alice, i cui genitori sono presenti. Tutti gli altri contagiati sono esclusi: compresa Nina, figlia di Francesca Frezza, che per prima lanciò l’allarme e scoperchiò il batterio. Lei si oppone e chiede di continuare a indagare. Se ne discuterà in aula il 31 maggio prossimo in un’apposita udienza.

Nel servizio l'intervista all'avvocato Stefano Putinati