Venezia

Tragedia del bus di Mestre, sei mesi dopo: tutte le domande ancora aperte

La procura ha fatto calare il silenzio attorno all'indagine. Le difese segnalano che non sono arrivate notizie di richieste di proroga, o di deposito di atti

3 ottobre 2023- 3 aprile 2024. Sono passati 6 mesi dalla tragedia di Mestre. Il pullman che precipita dal cavalcavia e si schianta a terra. 21 morti, 15 feriti. E manca ancora una ricostruzione precisa della dinamica dei fatti. Sul tavolo del magistrato Laura Camelli le conclusioni delle perizie, tante ne ha distribuite, a cominciare dall'autopsia sull'autista del bus Alberto Rizzotto, sul mezzo, sul guard-rail. Domande a 360 gradi a cui i periti devono dare risposte precise. E consentire di far emergere la verità. Componendo un puzzle di cause e concause. Dalle quali sembrerebbe escluso il malore dell'autista. La procura di Venezia ha fatto calare il silenzio attorno all'indagine delicata e complessa. Ma scaduti i primi 6 mesi, sono le stesse difese a segnalare che dalla procura non sono arrivate notizie né di richieste di proroga, né di deposito di atti. Siamo in attesa e siamo fiduciosi - dicono i legali dei 4 indagati: ad oggi, 3 dipendenti del Comune di Venezia e il titolare della società proprietaria del pullman. A muoversi più velocemente è la compagnia di assicurazione che sta procedendo al risarcimento di alcune famiglie, tutte straniere. Silenzio sui numeri e sulle cifre. Ma - come spiega la compagnia - si procede con diritto di rivalsa. Aspettando di rivalersi appunto sul responsabile, allo stato, il Comune di Venezia se non altro per lo stato ammalorato del guard rail  e su altri eventuali altri responsabili che emergeranno dall'inchiesta. A 6 mesi dalla tragedia sono ancora in corso i lavori per mettere in sicurezza il cavalcavia di Mestre.