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Favaro Veneto, i cittadini di Ca' Solaro dicono no ai pannelli agrivoltaici: "Troppo impattanti"
Si tratta di 18 ettari di terreno che rischiano di essere ricoperti dai dispositivi per convertire l'energia solare. Preoccupazione per la tutela del paesaggio
Quello di Ca' Solaro, municipalità di Favaro Veneto, è uno degli ultimi grandi spazi verdi della terraferma veneziana. Ma c'è un progetto per occuparlo: pannelli agrivoltaici da collocare su 18 ettari di terreno agricolo, una superficie equivalente a 25 campi da calcio.
L'idea è di una multinazionale britannica, l'area di proprietà della Fondazione Querini Stampalia: l'impianto permetterebbe di produrre una grande quantità di energia pulita, ma preoccupa la popolazione locale per il suo impatto sul paesaggio.
Un'apposita commissione regionale ha deciso che per il progetto non sarà necessario ricorrere alla valutazione di impatto ambientale: i cittadini di Ca' Solaro temono il cambio di destinazione d'uso dell'area e la conseguente perdita di valore. Obiettivo dei residenti, riuniti in un comitato, è una grande manifestazione per portare le loro ragioni a Palazzo Balbi.
Abbiamo intervistato Luca Pollazon, portavoce Comitato cittadini Ca' Solaro