Svelata la cinquina finalista del 63esimo Premio Campiello Letteratura
Una giuria popolare di trecento anonimi lettori voterà il supervincitore. Proclamazione al Teatro La Fenice di Venezia il 13 Settembre
"I libri raccontano di noi, della nostra vita, del nostro cercarvi un senso". Il Professor Roberto Vecchioni, insegnante di Lettere, cantautore, scrittore, è un veterano della Giuria dei Letterati del Campiello. Questo è il 63°. Dal voto pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Padova è uscita la cinquina finalista.
"Nord Nord" di Marco Belpoliti, per Einaudi, è un viaggio lungo muraglie mentali e mobili: c'è sempre un Sud del Nord.
"Di spalle a questo mondo" di Wanda Marasco, editrice Neri Pozza, tiene insieme limperfezione irreparabile della natura umana e la cura, perché "la cura - scrive - è quasi tutto".
"Inverness" di Monica Pareschi, per Polidoro, fruga tra le nostre irreparabili nefandezze.
"Troncamacchioni" di Alberto Prunetti, Feltrinelli, è una storia di scartati che fanno la Storia.
"Bebelplatz" di Fabio Stassi, edizioni Sellerio. A Berlino, nel 1933, davanti all'Università i nazisti bruciarono cataste di libri. I governi autoritari di ogni tempo detestano la cultura.
Una giuria popolare di trecento anonimi lettori voterà il super vincitore. Proclamazione al Teatro La Fenice di Venezia il 13 Settembre.
Ha già vinto il Campiello opera prima il giovane Antonio Galetta con "Pietà", Einaudi: caricatura di una campagna elettorale in cui i candidati non hanno idee. Sono - dicono di sé - imprenditori di potere. Niente male per un premio promosso dagli imprenditori della Confindustria del Veneto.
Abbiamo intervistato Roberto Vecchioni, cantautore, scrittore Giuria dei Letterati Campiello