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Il caso

Da simbolo di integrazione a oggetto di polemiche: bersaglio una scuola elementare di Mestre

Nell'istituto i i bambini nati all’estero, o in Italia da genitori di origine straniera, sono più che quelli italiani. E questo ha acceso la discussione

A poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico, si conferma il trend: nelle scuole del Veneto, e non solo, sono sempre più numerosi gli alunni nati da famiglie straniere o arrivati dall’estero. Un fenomeno che i ragazzi vivono con naturalezza, ma che non smette di suscitare discussioni.

A Mestre, in particolare, in alcune classi elementari i cognomi di origine straniera superano di gran lunga quelli italiani: su circa sessanta bambini, solo pochi hanno radici autoctone. Una fotografia che divide: c’è chi lo considera un problema, chi una ricchezza e chi semplicemente il segno dei tempi.

Sulla questione è intervenuto anche il portavoce della comunità bengalese, una delle più numerose tra Mestre e Marghera, stimata in circa 15 mila persone. Molti lavorano nella ristorazione, altri nei cantieri navali o nel commercio.

Il dato demografico resta evidente: in proporzione, le famiglie straniere hanno più figli rispetto a quelle italiane. Un fattore che apre riflessioni sociali e culturali. Ma, al di là delle polemiche, in classe restano soprattutto bambini: compagni di banco, pronti a crescere insieme.

Abbiamo intervistato Laura Besio, assessora Politiche Educative Comune di Venezia; Kamrul Syed, portavoce comunità bengalese Venezia