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Sicurezza piscine: verranno chiuse quelle non si metteranno in regola con i sistemi di aspirazione
Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale sono 75 le persone che hanno perso la vita in queste circostanze negli ultimi cinque anni
È l’incubo di ogni genitore: il bambino che sparisce sott’acqua, risucchiato da un impianto di aspirazione o incastrato in una grata. Non riuscire a riportarlo a galla o accorgersene troppo tardi. Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale sono 75 le persone che hanno perso la vita in queste circostanze, nelle piscine pubbliche e private, negli ultimi cinque anni.
Ma come funzionano gli impianti di aspirazione e quali sono le piscine sicure? Lo abbiamo chiesto a Roberto Cognonato, presidente Federnuoto Veneto: "Nei grandi impianti pubblici questo non è possibile perché il sistema di circolazione delle piscine, con lo sfioro a pavimento, garantisce che non ci siano aspirazioni tali da poter creare problemi di questo tipo. È un problema che nasce soprattutto in piccoli impianti di natura privata, di località turistiche, di alberghi o impianti privati di piccole dimensione".
Intanto arriva la stretta legislativa sulle piscine non a norma. La Camera ha approvato un emendamento che prevede la chiusura delle vasche con grate e bocchettoni di aspirazione fuori norma per scongiurare il rischio dell’effetto ventosa sui bagnanti. I titolari dovranno mettere in sicurezza le strutture o dovranno chiudere.
Abbiamo intervistato Roberto Cognonato, presidente Federnuoto Veneto; Fabio Piccoli, Veneta Piscine