Trent'anni di Mani Pulite

La versione di Cirino Pomicino: "L’unica soluzione era affidare l’incarico di governo a Cossiga"

In una lunga intervista esclusiva a Rainews, le "verità" dell'ex ministro Dc tra ricordi, riflessioni e analisi: "Non nasce tutto con Chiesa, ma quella strategia che voleva il cambiamento del quadro politico italiano parte prima"

“Convocai d’urgenza il caminetto della Dc a casa mia, a Napoli: c’erano Forlani, Gava, De Mita, Scotti. Dissi loro che Gerardo Chiaromonte mi aveva detto che nella segreteria ristretta del Pds aveva vinto la linea dell’opzione giudiziaria, a sostegno delle Procure. Avvisò me ma anche Amato per il Psi e altri leader del pentapartito. Dissi al caminetto che di lì a sei mesi la Dc non ci sarebbe stata più e che avevamo solo una possibilità: salire dal capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro, sfiduciare il Governo di Giuliano Amato e chiedere un governo istituzionale guidato dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Lui aveva picconato per il suo settennato, aveva il consenso dell’opinione pubblica, sarebbe stato in grado di ridefinire la supremazia della politica su quella delle Procure. De Mita mi disse che Tangentopoli avrebbe coinvolto solo il Partito socialista di Craxi. Una settimana dopo arrivarono gli avvisi di garanzia alla Dc, ma non a tutta. La sinistra Dc era stata risparmiata”.

È una parte della lunga intervista che Paolo Cirino Pomicino rilascia a Rainews.it e Rainews24 nel trentennale di Mani Pulite. L’ex ministro Dc ricostruisce quegli anni e ne definisce alcuni aspetti. È la sua verità, fatta di analisi, riflessioni, ricordi. “Non nasce tutto con Chiesa, ma quella strategia che voleva il cambiamento del quadro politico italiano parte prima. Nel 1991 mi venne a trovare un amico, Carlo De Benedetti. Era allora presidente di Confindustria. Mi disse che gli industriali avevano scelto di sostenere una alleanza tra un pezzo della Dc e il Pds e mi chiese la disponibilità per questo progetto”.

L’analisi di Pomicino ed i suoi ricordi si spingono a descrivere il sistema del finanziamento illecito ai partiti, affermando che il finanziamento pubblico della politica mette al riparo la democrazia. Ricorda l’intervento di Bettino Craxi alla Camera. “Aveva ragione”, nessuno si poteva alzare e dire che non faceva parte di quel sistema. Le tangenti erano per tutti, come i soldi che arrivavano alla Dc dagli Stati Uniti e quelli che provenivano dall’Unione Sovietica al Pci-Pds.