"La vita e la libertà sono una cosa sola"

Papa Francesco e Benigni raccontano i Vangeli: "Il volto di Gesù è pieno di gioia"

L'attore e regista premio Oscar ha aperto la trasmissione di Rai 1 "Papa Francesco e il racconto dei Vangeli". Poi il pontefice ha parlato dell'incontro tra Gesù e i personaggi del Vangelo attraverso quadri e opere che si trovano nei Musei Vaticani

Serata speciale di Rai 1 “Papa Francesco e il racconto dei Vangeli”. Il Pontefice, partendo da dettagli di quadri, affreschi e sculture presenti nei Musei Vaticani, racconta l'incontro tra Gesù e i personaggi dei Vangeli. 

Ad aprire l'evento, presentato da Monica Maggioni, direttrice del Tg1, Roberto Benigni che mette a fuoco il volto gioioso di Gesù nel giorno della Pasqua di Resurrezione. Il regista parla del valore della gioia e della tristezza e di come sia doveroso chiedere a se stessi di essere più buoni e agli altri di essere felici.

Benigni cita la lettera di S. Paolo ai Filippesi: “Siate allegri nel Signore” e S. Agostino: “Nutre la mente solo ciò che la rallegra”. Ma riporta anche le parole, laiche, di grandi nomi della letteratura, da Jorge Luis Borges a Walt Whitman, per sottolineare come sia importante cercare di vivere nel nome della gioia e, quindi, di Gesù. 

Il premio Oscar passa dalle Sacre Scritture all'arte e poi apre a un inno alla libertà perché, conclude: "La vita e la libertà sono una cosa sola".

Dopo l'introduzione, Papa Francesco spiega le figure cardine del Vangelo e dice: "L'Amore non è per posta, è per contatto. Contatto diretto con Cristo vivo" attraverso i Vangeli altrimenti "è contatto con le dottrine che ne escono, e alcune sono vere e altre no". 

Il Pontefice invita a leggere le Scritture: "Continuo a consigliare il contatto giornaliero con il Vangelo perché se tu non hai contatto giornaliero con la persona amata, difficilmente potrai amare. L'amore è il contatto continuo, è il parlare continuo, è ascoltare l'altro, guardarlo. L'amore è condividere".

Quelle nel programma sono alcune delle riflessioni che, nei nove anni del suo pontificato, Francesco ha dedicato ai protagonisti dei Vangeli nelle omelie durante la celebrazione mattutina della Messa a Santa Marta (alcune delle quali inedite), negli Angelus e in altre occasioni: la chiamata dell'esattore delle tasse Matteo; il Buon Ladrone crocifisso accanto a Gesù; il dramma dell'apostolo Giuda; i volti delle donne: la testimone della resurrezione Maddalena e l'Adultera salvata dalla lapidazione; gli sguardi tra Pietro e Gesù; il silenzio di Giuseppe padre e custode; Ponzio Pilato che lavandosi le mani condanna a morte il Nazareno; la parabola del Buon Samaritano che si lascia commuovere dall'uomo ferito; l'abbraccio del padre misericordioso al Figliol Prodigo.