La donna è vittima della propaganda russa?

La controversa storia di Marianna, dal pigiama a pois al tritacarne della propaganda - Video

Nulla si può dare per scontato e tutto potrebbe essere verosimile

Nulla si può dare per scontato in questa storia e tutto potrebbe essere verosimile. La premessa è d'obbligo per affrontare il racconto di Marianna Podgurskaya, partoriente in attesa all'ospedale di Mariupol quando il 9 marzo fu “bombardato dai russi”. E anche sulle bombe cadute sul nosocomio la propaganda da una parte e dall'altra si rimpalla ogni responsabilità. Se non fosse stato il giorno dopo il ministro degli Esteri Sergej Lavrov a giustificare il bombardamento - in quanto l'ospedale era considerato un covo del battaglione Azov - prima di essere smentito qualche ora dopo dal portavoce del Ministro della Difesa russo.

Dunque, l’influencer era a Mariupol, era in ospedale, era incinta. Ci sono tante foto che lo dimostrerebbero (compresa quella firmata da Evgeniy Maloletka per Associated Press) e almeno 56mila follower a testimoniare il suo lavoro di blogger nel settore della moda. Dunque Podgurskaya non era un'attrice messa dagli ucraini di fronte all'ospedale ma una paziente con il pigiama a pois. Eppure il Cremlino era arrivato a sostenere che la donna non fosse incinta paragonando le foto con un'altra donna portata via in barella (che poi sarebbe morta con il suo bambino, ndr). 

Il tritacarne mediatico sarebbe iniziato diversi giorni dopo quando Marianna dichiarò che l'ospedale di Mariupol era una base militare delle truppe ucraine. Una versione che sembrerebbe giustificare le truppe di Mosca che, tramite i propri canali, avrebbero speculato sulle dichiarazioni della giovane blogger. In realtà la donna avrebbe fatto riferimento all'ospedale 1 di Mariupol e non all'ospedale bombardato identificato col numero 3. C'è dell'altro in questa storia controversa. Una parte dell'informazione, più legata alla Russia, sosterrebbe che durante un'intervista rilasciata a una tv occidentale, Podgurskaya avrebbe affermato che non ci sarebbe stato “nessun attacco aereo sull'ospedale”. Uno spezzone tagliato che giustificherebbe ancora una volta i russi.

In questa difficile matassa da sciogliere, nella recente intervista Marianna Podgurskaya dice di essere nel Donbass, di essere libera nella Repubblica filorussa di Donetsk, e di aver scelto di starci senza alcuna costrizione. L'unico uomo che si aggira nei dintorni dell'intervistata, con la telecamera che si sposta per confermare quanto detto, sarebbe un uomo che “non tiene la pistola ma il suo bambino in braccio”. Per l'influencer c'è massima libertà di spostamento, questo il messaggio del video.  Verosimile? Vero? Nella guerra dell'era dei social media difficile dirlo.