Mar Nero

Kiev: "Abbiamo liberato l'Isola dei Serpenti" - video

Il comandante in capo delle forze armate ucraine Valeriy Zaluzhny ha pubblicato un video degli attacchi che hanno portato a riconquistarla. Era in mano russa dai primi giorni dell'invasione. Mosca ha confermato il ritiro

“Incapaci di resistere al fuoco della nostra artiglieria, missili e attacchi aerei, gli occupanti hanno lasciato l'Isola dei Serpenti". Lo scrive su Telegram e Facebook, allegando questo video, il generale Valeriy Zaluzhny, comandante in capo delle forze armate ucraine. E Mosca conferma il ritiro.

"Ringrazio i difensori della regione di Odessa - prosegue - che hanno preso ogni misura necessaria per liberare una parte strategicamente importante del nostro territorio. Un profondo inchino ai progettisti e ai produttori dell'obice semovente ucraino Bogdan, che ha ricoperto un ruolo decisivo nella liberazione dell'isola. Grazie ai partner stranieri per le armi fornite. Grazie a tutti coloro che aiutano a difendere ogni metro di terra ucraina e credono nelle forze armate".

È piccola, l'Isola dei Serpenti, situata al largo della costa ucraina al confine con la Romania, si estende per soli 18 ettari. Ospita un faro, un piccolo molo e una manciata di edifici militari. Ma ha grande importanza per diverse ragioni, storiche e attuali.

Secondo alcuni miti greci, fu sollevata dal mare dalla dea Teti per suo figlio Achille, che quando morì vi fu sepolto. Per i greci fu un rilevante scalo navale. Fece parte della Repubblica romana, poi nei secoli appartenne a quattro imperi: romano, bizantino, ottomano e russo. Tra XIX e XX secolo fu moldava e poi romena. Nel 1944 vi sbarcò l'Armata rossa, i sovietici vi installarono un'importante postazione radar, e litigarono per decenni con i romeni per la definizione dei confini acquatici. Negli anni '80 vi furono trovati giacimenti di gas e petrolio

Lo scorso 25 febbraio, giorno 2 dell'invasione, se ne parlò in tutto il mondo per l'audio diffuso sui social in cui alla richiesta russa di deporre le armi i militari risposero: “Nave da guerra russa, vai a farti fottere”. Dati inizialmente per uccisi, in realtà furono catturati e poi rilasciati in uno scambio di prigionieri. All'episodio Kiev ha dedicato un francobollo commemorativo. La nave da guerra in questione è l'incrociatore Moskva, quello che sarà affondato dai siluri ucraini il 14 aprile.

Da allora, e fino a questi giorni, le forze ucraine non hanno mai rinunciato a riprenderne il controllo, colpendo di frequente le strutture russe sull'isola.