Emergenza idrica

“Questo dovrebbe essere fango, invece è polvere": gli effetti della siccità nelle risaie del nord

In provincia di Pavia si stima una perdita tra il 50 e il 70 per cento della produzione

Camminando in una delle sue risaie nel cuore della Lomellina, in provincia di Pavia, Luigi Ferraris si guarda intorno e osserva l'entità dei danni causati dalla peggiore siccità del paese degli ultimi 70 anni. Invece di essere sommerse dall'acqua e dal fango, le sue piante di riso stanno lottando per crescere nella terra inaridita. Non ha mai visto una situazione così grave nei suoi 35 anni di lavoro nei campi.

“Non ho mai vissuto una situazione come questa. Ad oggi”, spiega a Reuters, "nella mia azienda posso stimare una perdita del 30%, perché con la poca acqua che abbiamo, non siamo più in grado di irrigare". 

Quest'area è rinomata per la produzione di vari tipi di riso e la sua azienda agricola è una delle tante della zona che sta già subendo un'enorme perdita di produzione. Gli agricoltori sono costretti a decidere quali campi vale la pena salvare. Nella sua risaia ci sono macchie di piante di riso danneggiate e scurite in mezzo ad altre che sono state a malapena irrigate. E l'ondata di caldo che non accenna a diminuire.

"Il riso si raccoglie a settembre e ottobre, abbiamo ancora luglio e agosto davanti a noi - due mesi caldi - la mia preoccupazione è che se non piove... Non dico che sia una catastrofe, ma ci siamo quasi" conclude mentre sconsolato raccoglie una manciata di terra: "Questo dovrebbe essere fango, invece è polvere”.