Tassisti in piazza contro Uber

Continua la protesta, tassisti incatenati davanti a Palazzo Chigi - Il video

I tassisti tornano a protestare a gran voce nelle strade del centro di Roma contro l'articolo 10 del ddl Concorrenza che a loro dire apre le porte a Uber. Cordone della polizia attorno alla sede del governo

I taxi ieri si sono fermati in tutta Italia dopo la pubblicazione dei documenti dell'inchiesta internazionale “Uber-files”. Nel primo pomeriggio 5 rappresentanti sindacali si sono incatenati davanti a palazzo Chigi.

I tassisti chiedono, anche alla luce della pubblicazione dell'inchiesta internazionale “Uber-files”, lo stralcio dell'articolo 10 del ddl concorrenza. 

Questa mattina è continuata la protesta. Vie e vicoli attigui alla Camera e alla sede del governo sono stati blindati, compreso il tratto di via del Corso che costeggia piazza Colonna. 

Sono stati esplosi petardi e accesi fumogeni, con la polizia che ha fronteggiato i manifestanti tenendoli a distanza dal palazzo del governo. Slogan è contro l'esecutivo, il presidente del Consiglio Mario Draghi, ma soprattutto contro Uber.

"Chiediamo che il governo stralcio l'articolo 10 del ddl concorrenza e apra subito un tavolo di confronto con tutti gli attori interessati". E' la richiesta che le organizzazioni sindacali dei tassisti avanzano in una lettera aperta alle istituzioni e alla società civile. Il documento, ripercorrendo le tappe della causa avviata contro Uber Black nel 2016 per concorrenza sleale, sottolinea “come alla luce di quanto già accaduto e in funzione di ciò che ulteriormente emerge dall'inchiesta ”Uber Files", gli operatori del comparto taxi non sono assolutamente disposti ad accettare che le regole del loro lavoro vengano riscritte attraverso una delega che non comporta un loro coinvolgimento diretto e dell'intero Parlamento".