La valanga di ghiaccio

Marmolada, il sopralluogo dell'elicottero sulla zona del crollo

Le immagini dall'alto documentano la situazione sulla sommità del ghiacciaio dove si è formato un esteso cratere

La massa di materiale staccatosi dal ghiacciaio della Marmolada è scesa da una velocità di 300 chilometri l'ora. E' quanto hanno accertato i tecnici del Soccorso Alpino che hanno mappato tutta l'area della montagna in cui si è verificato il crollo del seracco.   Una parte consistente del ghiacciaio è ancora attaccata alla montagna: si tratta di un fronte di ghiaccio di 200 metri con un'altezza di 60 metri ed una profondità di 80 metri. Se si volesse fare un termine di paragone, dicono gli esperti, si tratta dell'equivalente di due campi di calcio colmi di ghiaccio. Il tutto esposto a 45 gradi di pendenza.   Il materiale che si è staccato è invece esteso su un fronte di due chilometri sulla via normale ad un'altezza di circa 2.800 metri: e questo significa, appunto, che la massa di materiale staccatosi ha percorso almeno 500 metri con una velocità stimata dai tecnici pari a 300 km l'ora.

"Il distacco del seracco di ieri è figlio di alcune concause. Per via dei cambiamenti climatici, i ghiacciai non sono più in equilibrio specialmente sotto i 3.500 metri perché si è creato un clima diverso da 30 anni fa che non sostiene più la loro esistenza". A dirlo, in un'intervista al Corriere della Sera, è Renato Colucci, docente di glaciologia a Trieste e ricercatore dell’Istituto di scienze polari del Cnr. "A influire, più del record di un giorno, (ieri sulla Marmolada la temperatura era di 10 gradi, ndr) sono le temperature anomale che si hanno da maggio in quota. A seconda dei posti sono state anche di 10 gradi sopra la media. Poi lo scorso inverno è fioccato poco ed è venuta meno la protezione che la neve fornisce d’estate ai ghiacciai. A questo scenario si è aggiunta l’ondata di calore dall’Africa: ha prodotto una grossa quantità di acqua liquida da fusione glaciale che scorreva fra la base e quella parte di ghiacciaio. Purtroppo, accadrà ancora a causa del caldo".

Il ghiacciaio della Marmolada, conclude il glaciologo, oggi sta "molto male e starà sempre peggio. In una ricerca con il Cnr evidenziammo che, dal 2004 al 2015, il suo volume si fosse ridotto del 30% e la diminuzione areale fosse stata del 22%. Ipotizzammo che sarebbe scomparso entro il 2050. Negli ultimi sette anni, c’è stata un’accelerazione dei cambiamenti climatici e questo ghiacciaio potrebbe scomparire entro il 2042".