Patrimoni della Natura

Australia: la grande barriera corallina è in buona salute, ma resta a rischio di sbiancamento

"Gli eventi di massa di sbiancamento dei coralli sono in aumento", afferma l’Istituto di Scienze Marine australiano (AIMS). L'Unesco valuta se inserire la Grande Barriera Corallina tra i patrimoni "in pericolo", a causa dei cambiamenti climatici

Gode di buona salute la Grande Barriera Corallina australiana che, per due terzi della sua estensione, mostra la più grande copertura di coralli degli ultimi 36 anni.

Nella regione settentrionale, la copertura media di corallo duro è cresciuta al 36% nel 2022 da un minimo del 13% nel 2017, mentre nella regione centrale la copertura di corallo duro è aumentata al 33% da un minimo del 12% nel 2019, i livelli più alti registrati per entrambi regioni.

Il recupero nei tratti centro-settentrionali della barriera corallina, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, è in contrasto con la regione meridionale, dove si è verificata una perdita di copertura corallina a causa di focolai di stelle marine corona di spine. Lo ha affermato l'Australian Institute of Marine Sciences (AIMS) nel suo rapporto annuale.

La Grande Barriera Corallina nel nord-est dell’Australia fa parte dei siti patrimonio dell’Umanità UNESCO che sono però considerati in pericolo a causa dei cambiamenti climatici. 

"Quello che stiamo vedendo è che la Grande Barriera Corallina è ancora un sistema resiliente. Mantiene ancora quella capacità di riprendersi dai disturbi”, afferma il leader del programma di monitoraggio dell'AIMS, Mike Emslie. "La cosa preoccupante è che la frequenza di questi eventi di disturbo è in aumento, in particolare gli eventi di massa di sbiancamento dei coralli", ha detto. 

Il rapporto AIMS arriva mentre l'UNESCO valuta se elencare la Grande Barriera Corallina come "in pericolo", a seguito di una visita degli esperti a marzo scorso.