La fine della Guerra fredda con gli Usa, il crollo dell’Urss

L'incontro storico tra Gorbaciov e Wojtyla nel 1989, primo leader sovietico dal Papa

Mikhail Gorbaciov, ex presidente dell’Unione sovietica, è morto all’età di 91 anni, dopo una lunga malattia

Gorbaciov ha buoni rapporti con l'Italia e il 29 novembre 1989 è accolto a Roma, con la moglie, da Giulio Andreotti. Il presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, lo aspetta al Quirinale. I romani lo accolgono con applausi per le vie del centro. Con la moglie Raisa visita il Colosseo. Durante il pranzo di stato offerto da Cossiga, Gorbaciov dice che “La guerra fredda è terminata, o sta terminando, non perché ci sono vincitori e vinti, ma perché non ci sono più né gli uni né gli altri”.

La visita in Italia segue al crollo del Muro di Berlino, avvenuto il 9 novembre. Simbolo della guerra fredda, seguirono le rivoluzioni di velluto nell'Europa centro-orientale e la riunificazione della Germania. Tutto con l'avallo di Gorbaciov, che nel 1989 ritirò anche le truppe dall'Afghanistan. Nello stesso anno mise a segno due storiche visite: a maggio a Pechino, dove Cina e Urss riallacciano i rapporti interrotti trent'anni prima, a dicembre in Vaticano da Wojtyla.

Il 1 dicembre 1989 il presidente sovietico entra per la prima volta in Vaticano ricevuto da Giovanni Paolo II. Si tratta del primo faccia a faccia tra un Papa cattolico e un leader sovietico, alla vigilia dell'inizio del crollo dell'impero comunista. Gorbaciov annuncia l'intenzione di stabilire relazioni con la Santa Sede e la volontà di invitare il Papa a Mosca. Visita che non avverrà. 

Inevitabile, e meritato, il Nobel per la pace nel 1990.