A un anno dalla morte

Vi parlo di mio padre: Giampiero Galeazzi tra Maradona, gli Abbagnale e la Davis

"Era legato a Diego, e per lui gli Abbagnale sono stati il massimo. Senza dimenticare il tennis e la vittoria della Davis nel '76" racconta Gianluca Galeazzi nell'intervista a RaiNews24. "Mi chiamava durante l'intervallo delle partite"

Un anno fa la scomparsa di Giampiero Galeazzi, grande sportivo e figura imprescindibile nel panorama del giornalismo di settore. Campione italiano di canottaggio, voce del calcio, del tennis, delle imprese degli Abbagnale, di Antonio Rossi e non solo. Tifoso appassionato della Lazio. 

Roma lo ricorda al Circolo Canottieri con il “Trofeo Galeazzi”. Una regata sul Tevere, “un evento unico” - sottolinea ai nostri microfoni il figlio Gianluca - con la formula del match race. Parteciperanno la Nazionale maschile e femminile di canottaggio, una rappresentativa dei migliori atleti laziali, un equipaggio del Cus Roma e una rappresentativa dei migliori atleti della città di Torino.

Infine il ricordo dell'uomo, del padre-Giampiero: “E' stato molto assorbito dal lavoro. Era spesso in giro per l'Italia, per il mondo, ma - evidenzia Gianluca - nel corso degli anni ha fatto sentire sempre di più la sua presenza a casa. Di certo - continua - mi chiamava sempre durante l'intervallo delle partite di calcio che seguiva".

I suoi miti? Non ha dubbi Gianluca: “Gli Abbagnale, anche perché si allenavano in mare. E' come se Roger Federer si fosse allenato in un garage”. E poi il ricordo del rapporto personale con Diego Armando Maradona e, sul versante tennistico, del trionfo azzurro in Coppa Davis nel '76.