Il punto

Domenico Quirico a Rainews24: "La Tragedia di due popoli soli"

Il giornalista della Stampa disegna il quadro complesso del conflitto israelo-palestinese

“Dalle notizie che sono in grado da ascoltare credo che questa operazione di terra si stia facendo senza dirlo, e questo per numerosi motivi: uno è il rapporto di Israele con gli Stati Uniti che non vogliono autorizzare l’operazione Gaza nella sua interezza perché temono che abbia dei riflessi estremamente pericolosi anche per Israele, in termini di immagine, per il numero dei morti che è già molto elevato - spiega Quirico facendo riferimento ai tanti morti nella Striscia causati nei venti giorni del conflitto - però non hanno messo linee rosse all’attività di Israele quindi l’unico modo per fare questa operazione più rapidamente possibile è quello di farla senza dire di averla fatta e lasciando in un futuro l’operazione vera che altro non è che entrare in Gaza e andare a cercare quelli di Hamas in mezzo a due milioni e mezzo di persone, operazione molto difficile”.

“Ci sono dei popoli completamente dimenticati le cui tragedie avvengono nell’indifferenza totale e poi ci sono due popoli che ritengo completamente soli e che sono la conseguenza di due operazioni che, in tempi diversi e modi diversi, hanno cercato di mettere da parte un problema. La nascita di Israele nel ‘48 è stata la conseguenza della volontà di togliersi - per l’occidente - il peso del rimorso d’aver in alcuni casi praticato l’olocausto, in altri, di averlo accettato senza far nulla per fermarlo… scaricandosi la coscienza, consegnando la terra a Israele senza tener conto che lì già c’era un popolo, i palestinesi”. Così si è creato un altro problema.

“I Palestinesi sono un problema per gli arabi - dopo il ’48 - un popolo senza terra che si rifiutava di assimilarsi, di restare nei campi dei rifugiati senza dir nulla. Erano una sorta di continuo rimorso di coscienza per i regimi che non riuscivano a risolvere questo problema”. Continua Quirico dicendo che “È nella constatazione reciproca di questa disperante e terribile solitudine che questi due popoli possono trovare la ragion d’essere del vivere insieme, altre probabilità non ce ne sono”.