Da Ankara

Blinken: "Fare di tutto per contenere la guerra. Portiamo avanti il dialogo per una pace duratura"

Il segretario di Stato Usa, in partenza dopo il colloquio con il collega turco Fidan, si sofferma sui punti della trattativa in corso tra Stati Uniti e partner dell'area

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, parla con i cronisti sulla pista dell'aeroporto di Ankara, dopo la tappa turca della sua missione in Medioriente, durata tutto il fine-settimana: “In alcune aree abbiamo fatto progressi nel dialogo”. Poi il ministro degli Esteri della Casa Bianca conferma “l'indispensabilità di una leadership americana, tutti si rivolgono agli Stati Uniti per un aiuto”.

A proposito delle pause umanitarie proposte a Israele, il titolare della diplomazia statunitense spiega: “Stiamo lavorando su tutti i fronti ogni giorno, rimaniamo una presenza forte su tutti i fronti. Stiamo cercando di coinvolgere gli israeliani. Lavoriamo a dei progressi per quanto riguarda la questione degli ostaggi, una cosa che sta a cuore a Israele”.

Il focus delle trattative, ribadisce Blinken, non è riferito solo a Gaza “ma anche sulla Cisgiordania”, c'è “preoccupazione per la violenza estremista in Cisgiordania. Dobbiamo affrontare questo punto in maniera più efficace”.

Alla domanda su un eventuale coinvolgimento di Turchia ed Egitto per la liberazione degli ostaggi, il segretario di Stato Usa dice che è un “punto importante per noi, crediamo che anche altri Paesi possano avere un ruolo importante per il loro rilascio. Ci sono speranze per gli ostaggi. Importante è consolidare le relazioni con gli altri Paesi, perché tutto può essere di aiuto”.

Blinken conclude il suo intervento sulla questione del processo di ingresso della Svezia nella Nato, “ho avuto rassicurazioni da Erdogan su questo”.