Dichiarata l’emergenza ambientale

Caldo estremo in Brasile: brucia il Pantanal, animali in trappola

Gli incendi stanno devastando (di nuovo) il bioma brasiliano del Pantanal, la più grande zona umida del mondo

Gli incendi stanno bruciando il bioma brasiliano del Pantanal, la più grande zona umida tropicale del mondo, un'area che sta ancora cercando di riprendersi dopo i roghi devastanti del 2020 e del 2021.

Secondo il LASA - il Laboratorio di Applicazioni Satellitari Ambientali dell'Università di Rio de Janeiro - nei primi 15 giorni di novembre si sono verificati 3.024 incendi.

Il fuoco che sta divorando il Pantanal è alimentato dall'intensa ondata di calore in corso nel Paese sudamericano con metropoli come San Paolo e Rio de Janeiro che hanno registrato temperature record per il 2023.

l governo dello Stato brasiliano di Mato Grosso - dove si estende la gran parte della pianura alluvionale - ha dichiarato l'emergenza ambientale per 60 giorni a causa del caldo estremo. 

la Protezione civile nazionale e il ministero della Difesa hanno annunciato la mobilitazione di uomini e risorse. Circa 100 militari stanno monitorando in tempo reale con l'aiuto dei satelliti l'evoluzione dei roghi. I vigili del fuoco sono divisi su 8 fronti antincendio. In alcune zone maggiormente colpite, i pompieri contano anche sull'aiuto dell'esercito e delle popolazioni indigene.

E se il governo federale ha inviato rinforzi per aiutare a combattere gli incendi, i volontari e le ONG cercano di aiutare a salvare gli animali feriti, un'emergenza nell'emergenza.

"Con le alte temperature e la scarsità di pioggia, gli animali stavano già morendo, e ora arriva il fuoco e uccide tutto ciò che stava sopravvivendo ai cambiamenti climatici", ha dichiarato il veterinario Enderson Barreto a Associated Press.

Barreto coordina le operazioni a terra di un'organizzazione chiamata GRAD, acronimo di Rescue Group of Animals in Disasters, che cerca di proteggere la fauna delle zone umide.

Le ondate di calore sono diventate sette volte più frequenti negli ultimi sette decenni, secondo uno studio appena pubblicato dall'INPE - l'Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale, un'agenzia federale brasiliana. Quella attuale è l'ottava che ha colpito il Brasile quest'anno.