Il fronte nord

Tre bambine e la loro zia, prime vittime civili in Libano

Un drone di Tel Aviv colpisce l'auto dove viaggiavano le figlie di un giornalista libanese ed Hezbollah risponde uccidendo un civile israeliano. Sale il rischio di allargamento del conflitto

Un attacco aereo israeliano nel sud del Libano domenica ha ucciso tre bambini tra gli 8 e i 14 anni e la loro zia, ferendo gravemente la madre, nello stesso giorno in cui nel mirino di Tel Aviv erano finite anche due ambulanze nella stessa regione.

Le tre ragazzine si chiamavano Rimas, Talin e Layan ed erano figlie di un giornalista libanese, Samir Ayub, corrispondente dal Libano per Russia TV. 
Lui era a bordo di un'auto seguita da un'altra vettura, guidata dalla moglie Hoda, su cui viaggiavano le tre ragazzine e la zia, sorella del giornalista. Le due auto provenivano dalla cittadina di Blida, a pochi chilometri dalla linea del fronte tra Hezbollah e Israele. Il drone israeliano, dicono fonti della protezione civile libanese, ha colpito la seconda auto nei pressi dell'incrocio tra Aytarun e Bint Jbeil. Le immagini tv mostrano l'autovettura ridotta a un ammasso di lamiere bruciate.

"Un crimine atroce che si aggiunge ai crimini dell'occupazione" israeliana, commenta il premier libanese uscente, Najib Miqati. 
Secondo Hassan Fadlallah, parlamentare di Hezbollah, si tratta di uno “sviluppo pericoloso” per il quale Israele “pagherà un prezzo”.
E infatti la rappresaglia dei miliziani filo-iraniani di Hezbollah non si è fatta attendere: almeno un razzo è stato sparato contro la cittadina israeliana di Kiryat Shmona, uccidendo un israeliano. Il capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi ha detto che l'esercito "è pronto in ogni momento a lanciare un attacco nel nord". 

Crescono dunque i rischi di un allargamento del conflitto al Libano, che potrebbe dare modo all'Iran di mettere in atto le sue minacce di entrare in guerra, direttamente o indirettamente.