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Morire poche ore prima della tregua

Il fumo, le urla, la fuga dei civili, la corsa a cercare tra le macerie eventuali sopravvissuti o dei corpi delle vittime. Accade nel sud della Striscia di Gaza, "zona sicura", poche ore prima della tregua concordata tra Israele e Hamas

Lo scena catturata dalle telecamere è quella di tutti i giorni, da 47 giorni in qua: una potente esplosione, il fumo, le urla, la fuga scomposta dei civili, la corsa a rovistare tra le macerie in cerca di eventuali sopravvissuti o dei corpi delle vittime. Le bombe hanno lasciato un cratere enorme.

Questa volta l'attacco aereo israeliano ha colpito un complesso residenziale a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Proprio dove centinaia di migliaia di persone in fuga dal nord hanno cercato rifugio, perché considerata un'area “sicura”. 
“Hanno bombardato una ventina di case, ora c'è un’intera piazza nella zona di al-Agha. Un'intera piazza", dice Abu Jihad, che abita nella zona.

Gli attacchi aerei arrivano a poche ore dalla tregua concordata tra Israele e Hamas attraverso la mediazione del Qatar. Le vittime di questo bombardamento avrebbero potuto salvarsi, se la tregua fosse già in vigore: invece tutto è rimandato - almeno a venerdì 24.

Il governo di Gaza guidato da Hamas afferma che almeno 13.300 palestinesi sono stati uccisi finora dalle bombe israeliane, inclusi almeno 5.600 bambini.