Cop28, Dubai

Meloni: nessuna preclusione sul nucleare, per le rinnovabili serve pragmatismo - Video

La presidente del Consiglio in un punto stampa ha risposto ai cronisti anche su Patto di stabilità, riforme, caso Delmastro e magistratura

Giorgia Meloni,  a Dubai per il vertice sul cambiamento climatico Cop28, ha affrontato in un punto stampa diversi temi globali e nazionali. A partire dai temi energetici: “Sul nucleare bisogna essere pragmatici e tecnologici. Non ho preclusioni su tecnologie nuove, se si può avere un risultato positivo sono disposta a parlarne”, ha affermato, "credo piuttosto che la grande sfida sarà la fusione nucleare e credo che l'Italia debba avere la capacità di pensare in grande". Quanto alle rinnovabili, “gli obiettivi” di uscire dai combustibili fossili "sono chiari e condivisi, devono essere concordati con tutti, anche con le nazioni più rigide, ma la tempistica deve essere sostenibile insieme al sistema sociale ed economico. L'approccio deve essere pragmatico, non ha senso puntare su obiettivi irraggiungibili".

Interrogata sulla fine del mercato tutelato, ha ricordato che "è stata stabilita dai governi Renzi e Gentiloni" e ha aggiunto: "io ho votato contro e ho contestato apertamente la fine del mercato tutelato mentre gli altri lavoravano e per blindarla è stata inserita nel Pnrr. Allora mettiamola così: posso capire che il Pd ha deciso che ha fatto una cosa sbagliata ma prima di spiegare a me come la risolvo perché non chiedono scusa? Perché le cose non si può far finta che prima erano giuste e quando arriva un altro governo diventano sbagliate". 

Passando all'Europa, sul nuovo patto di stabilità "vogliamo e dobbiamo essere ambiziosi, credo che le politiche economiche che il governo ha portato avanti dimostrino la serietà con la quale ci approcciamo. Però dobbiamo riuscire a costruire una riforma del Patto di stabilità e crescita che sia possibile rispettare, cercando delle sintesi tra punti di vista e interessi che sono diversi".

Sulle questioni nazionali, Meloni ha poi negato contrasti con Gianni Letta sul premierato, ha esortato a “aspettare una sentenza passata in giudicato" sulla vicenda che riguarda il sottosegretario Delmastro, quindi il dibattimento in Tribunale e poi gli eventuali esami in Corte d'appello e Cassazione, prima di “dichiararlo colpevole”, ha respinto le accuse di antidemocraticità rispetto alla riforma costituzionale in cantiere e ha negato che ci sia uno scontro tra politica e magistratura, ma solo un “problema in una piccola parte della magistratura” che ritiene "che i provvedimenti di alcuni governi che non sono in linea con una certa visione del mondo debbano essere contrastati, come è accaduto ad esempio sull'immigrazione"