Terni

Bandecchi ritira le dimissioni da sindaco: "Non si può lasciare una città in mano a incapaci"

In un video diffuso sui social rilancia "Vi chiederò le firme per le europee", dice criticando la presentazione di un emendamento che renderebbe più difficili le norme per presentare una lista

Le dimissioni lampo del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, durate solo otto giorni, sono state ritirate. Bandecchi aveva annunciato a sorpresa le sue dimissioni il 9 febbraio, adducendo motivi politici, ma poi il sindaco ha cambiato idea, affermando di aver ritirato le dimissioni convinto dall'incapacità delle opposizioni.

"Merito delle opposizioni che mi hanno convinto: troppi incompetenti, troppe parole spese al vento. Mica potevo lasciare la città in mano a questi animali." "Se risolveremo i nostri problemi interni le ritirerò, ogni parola per me è stata traumatica e le avrei ritirate subito." "Se no andrò in Europa e poi a Montecitorio dimostrando a tutti gli italiani che il mio partito è diverso da quello degli altri e la sedia ve la posso anche regalare." 

La decisione ufficiale di ritirare le dimissioni è stata protocollata il 16 febbraio. Bandecchi è comunque intenzionato a candidarsi alle elezioni europee come capolista in tutte le circoscrizioni, con l'obiettivo di ottenere il 4% dei voti e diventare Presidente del Consiglio, anche se si profila uno scoglio all'orizzonte.

Lo scoglio

Fratelli d'Italia ha presentato un emendamento che, una volta passato, cambierebbe le regole per la presentazione delle liste alle elezioni europee, gli unici a godere della esenzione per le firme, infatti, sarebbero i partiti e i gruppi che nella legislazione in corso abbiano presentato candidature e abbiano un seggio in una delle due Camere. L’emendamento di FdI, se venisse approvato, ridurrebbe il ricorso all’esenzione europea da parte di molte liste che saranno quindi costrette a raccogliere le firme in tempo utile.