Caccia ai dissidenti

Carcere per il biologo dissidente Orlov: "Il verdetto ha mostrato che ciò che ho scritto era vero"

Il 70enne attivista è stato condannato oggi a 2 anni e mezzo di carcere per "aver screditato le forze armate" e per aver criticato “l'operazione speciale in Ucraina” accusando il presidente Vladimir Putin di condurre il Paese verso il fascismo

"Il verdetto ha mostrato che il mio articolo era accurato e vero". Queste le parole del professore di biologia e attivista Oleg Petrovich Orlov mentre veniva portato via in manette dall'aula del tribunale di Mosca, tra gli applausi dei suoi sostenitori. Tra loro anche rappresentanti delle ambasciate occidentali. 

Il 70enne attivista di lungo corso è stato condannato oggi a 2 anni e mezzo di prigione per "aver screditato le forze armate" e per aver criticato apertamente “l'operazione speciale in Ucraina” accusando il presidente Vladimir Putin di condurre il Paese verso il fascismo. 

Incriminato soprattutto per aver scritto un celebre articolo anti-propaganda intitolato "Volevano il fascismo. L'hanno ottenuto". Da quando è cominciato il conflitto nel 2022, ha preso parte a diverse manifestazioni contro la guerra di invasione russa in Ucraina.  In base alle leggi approvate poco dopo l'inizio dell'"operazione speciale" chiunque screditi le forze armate o di diffondi false informazioni su di loro rischia pene detentive.

Sostenitore e amico di Alexei Navalny, Orlov divenuto ora il dissidente più autorevole in Russia, insieme al gruppo dei diritti umani “Memorial” di cui è presidente, ha vinto il Premio Nobel per la pace nel 2022. E' dall'anno della sua fondazione nel 1989, che Orlov ha difeso la libertà di parola e documentato gli abusi dei diritti umani dai tempi del leader sovietico Josef Stalin. Dopo essere stato designato come “agente straniero”, è stato bandito e sciolto in Russia nel 2021.  “La sentenza contro Oleg Orlov è un tentativo di soffocare la voce del movimento per i diritti umani in Russia e ogni critica allo Stato. Ma continueremo il nostro lavoro”, ha dichiarato il gruppo in un comunicato.

Secondo l'accusa Orlov ha mostrato "odio politico nei confronti della Russia". Lunedì, in aula Orlov ha denunciato lo “strangolamento della libertà” nel Paese, che ha definito “distopia”. "Nella Russia moderna tutto è capovolto: la guerra è pace, gli appelli alla pace sono un crimine e l'avvertimento che lo Stato coltiva la violenza è un crimine d'odio."

Putin ha esortato i russi a mostrare unità e a prestare attenzione a quelli che definisce traditori filo-occidentali. Per questo secondo Mosca la messa al bando di Memorial, che è diventato famoso documentando i crimini stalinisti e lavorando per riabilitare le vittime, è parte di uno sforzo più ampio per eliminare il dissenso e riscrivere la storia della Russia. Lo scorso anno Orlov era stato inizialmente multato di 150.000 rubli (1.628 dollari) da un tribunale distrettuale, a seguito del quale aveva fatto appello ed è stato ordinato un nuovo processo in cui i pm hanno chiesto la pena detentiva.

I principali oppositori di Putin sono tutti in prigione o all'estero, mentre il suo avversario più noto, Alexei Navalny, è morto improvvisamente in una colonia penale il 16 febbraio.