A Torino

Fedez ai giovani: "Prendevo 7 psicofarmaci al giorno. Ho dovuto fare i conti con la paura di morire"

Il cantante ospite al Circolo dei Lettori, incontra i giovani per parlare di salute mentale. Indossa la fede e non fa alcun riferimento alla crisi con Chiara Ferragni

Telecamere e microfoni lo aspettano, forse più del solito, dopo i pettegolezzi sulla sua separazione da Chiara Ferragni. Ma Fedez parla solo agli studenti. Al circolo dei lettori di Torino, in occasione del festival “Tu mi hai capito?”, organizzato, tra gli altri, con Acmos, il cantante lascia spazio al ragazzo un po' più grande che racconta l'importanza di prendersi cura della salute mentale come di quella fisica
Il tema - dice - dei prossimi dieci anni, nonostante lo stigma che ancora lo avvolge.
Guardarsi dentro, un bisogno - per lui - ancora più forte dopo il tumore al pancreas, la paura di morire, l'ansia che i figli lo dimentichino, che diventa stimolo per combattere. Ma in un corpo minato anche la testa può vacillare. Arriva ad assumere sette psicofarmaci, ma poi tagliare le medicine può avere effetti devastanti e, allora, agli studenti che gli fanno le domande dà un consiglio. 
Il denaro - sostiene - risolve qualcosa ma non tutto e ora Fedez sostiene un'associazione che offre spazi di aggregazione ai giovani: spendersi per gli altri - dice - dà senso alla vita in cui l'ironia ci può salvare.
In un passaggio, il rapper parla anche dei social: ''Ho idea che questa generazione sia servita un po' da cavia rispetto a tanti strumenti, mezzi, piattaforme, media. Gli stessi social network andrebbero studiati così come le ripercussioni psicologiche, psichiatriche, sociali e culturali che stanno avendo in molti Paesi perché siamo un po' cavie di queste cose''. 

Nel servizio alcuni interventi del cantante Fedez al Circolo dei lettori di Torino