Cultura

“Gli Dei ritornano", al Mann di Napoli i Bronzi di San Casciano dei Bagni

Tra gli inediti esposti ci sono la cosiddetta “devota orante” e la base del donario in travertino, particolarmente significativo per l'iscrizione bilingue: metà in etrusco, metà in latino

Una statua che rappresenta una figura femminile con le mani aperte, in segno di preghiera; la base di un donario in travertino, con un'iscrizione bilingue in etrusco e latino, documento eccezionale dell'uso pubblico dell'etrusco anche all'inizio dell'età augustea; ma anche numerosi nuovi bronzi, che raffigurano pratiche religiose e rituali, tra cui raffigurazioni di ex-voto anatomici. Sono questi i reperti inediti, che impreziosiscono ancora di più la mostra dal titolo “Gli Dei ritornano - I bronzi di San Casciano”, al Museo archeologico nazionale di Napoli e che presenta al pubblico gli straordinari ritrovamenti effettuati nell'estate del 2022 e le novità venute alla luce lo scorso anno nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano. 

La mostra, promossa dal ministero della Cultura e curata da Massimo Osanna e Jacobo Tabolli, è stata presentata al Quirinale tra giugno e dicembre del 2023, ma l'allestimento del Mann offre la possibilità di ammirare i nuovi reperti arrivati dallo scavo della scorsa estate. 

L'esposizione è il frutto della collaborazione di più istituzioni pubbliche. Tra gli inediti c'è la cosiddetta “devota orante”, donna che indossa un chitone e un mantello e ha il viso incorniciato da una chioma finemente pettinata e lunghe ed eleganti trecce che cadono sul petto. La scultura rimanda a figure diffuse sin dalla prima età ellenistica e può essere datata alla metà del II secolo avanti Cristo. Il manufatto è stato rinvenuto all'interno della “vasca sacra” ed era deposta a testa in giù, come a voler rivolgere la sua preghiera verso il cuore della sorgente termale. Il secondo reperto inedito, la base del donario in travertino, è particolarmente significativo per l'iscrizione bilingue, metà in etrusco, metà in latino, che si può tradurre con la frase “Io sono il Nume della Fonte” oppure “Io sono il Fonte Caldo”. A parlare sarebbe la divinità stessa, rappresentata al di sopra della base del donario.