Blue Economy

Nonsolo8marzo, all'opera per tutelare il mare con gli apparati più sofisticati "made in Italy"

Chiara Petrioli invita le giovani donne a intraprendere percorsi di studi in materie STEM per essere 'protagoniste del futuro'. Lei, ingegnera informatica, applica le sue conoscenze alla scoperta del mare. Per esempio con il Wi-Fi sottomarino

Parte da Roma la conquista di informazioni degli abissi marini con internet. Leader indiscussa prima delle ricerche, poi delle applicazioni industriali, è Chiara Petrioli. Ingegnera informatica, ordinaria e già prorettrice alla Sapienza, tra le top 2% world scientists della Stanford University, fondatrice e Ceo di Wsense che si occupa di reti sottomarine senza fili per la comunicazione subacquea. Il settore è stimato in 3,5 miliardi di dollari, con un incremento di oltre il 20% fino al 2027. Cifre che fanno della ‘blue economy’ l’ottava economia del pianeta a cui si attinge con interesse per la salvaguardia del nostro futuro. Per completare il suo profilo aggiungiamo che la Prof è la prima donna italiana nel board del Consiglio Europeo per l’Innovazione a cui è affidato un budget di 10 miliardi da investire in rivoluzioni tecnologiche prossime venture. Da piccola era appassionata di storia dell’arte, ma anche della capacità matematica di risolvere i problemi complessi. Da grande Chiara Petrioli interpreta il talento tutto femminile di coniugare i più disparati interessi applicando anche all’archeologia subacquea le sue strumentazioni. Per il World Economic Forum la sua è la società più innovativa del mondo nella raccolta di Big Data per migliorare la qualità ambientale degli oceani. Alle giovani donne consiglia di essere ‘protagoniste del futuro’.