Procura di Roma

Caso Vannacci: accusa per istigazione all'odio razziale dopo il libro

Questa inchiesta segue quella in cui gli viene contestato il reato di truffa, risalente a quando svolgeva le funzioni di addetto militare a Mosca

Per il generale Roberto Vannacci sembrano profilarsi nuove grane giudiziarie legate al libro che lo ha reso famoso, "Il mondo al contrario". La Procura di Roma lo ha infatti iscritto nel registro degli indagati per l'accusa di istigazione all'odio razziale. Il procedimento è stato avviato alla luce di denunce depositate nei mesi scorsi da alcune associazioni. In particolare, una delle denunce è stata posta all'attenzione dei pm da parte di una associazione assistita dall'avvocato, Massimiliano Strampelli. Oggetto dell'esposto alcuni passaggi del libro e in particolare quelli in cui Vannacci definisce "non normali" gli omosessuali o quando cita un episodio vissuto a Parigi in cui fa riferimento a persone di colore.

“Nel suo libro, il generale Vannacci si è limitato a esporre in veste di cittadino delle opinioni personali. Mai ha sostenuto che una razza sia superiore all'altra, limitandosi a sottolineare alcune criticità del multiculturalismo estremizzato che possono portare a problematiche anche di difficile gestione”. Così l'avvocato Manzo, del foro di Firenze, che difende Vannacci dall'accusa di istigazione all'odio razziale.