Incursione ucraina

Attacchi di droni ucraini sugli impianti russi, a fuoco la grande raffineria di Ryazan

Una fonte ha riferito a Ukrainska Pravda che l'attacco è stato eseguito dai servizi di intelligence interni ucraini (Sbu). Secondo il governatore della regione di Ryazan ci sono feriti

L'Ucraina ha lanciato oggi un ampio attacco di droni sulle regioni russe, causando un incendio nella più grande raffineria di petrolio di Rosneft in quello che il presidente Vladimir Putin ha detto essere un tentativo di condizionare le elezioni presidenziali russe. Dopo gli attacchi i prezzi del petrolio sono aumentati del 2%, in parte a causa delle preoccupazioni per l'interruzione delle forniture conseguite.

Una fonte ha riferito a Ukrainska Pravda che gli attacchi sono stati messi a segno dai servizi di intelligence interni ucraini (Sbu), che la notte scorsa hanno attaccato in tutto tre raffinerie di petrolio: nelle regioni di Ryazan, Nizhny Novgorod e Leningrado.
Secondo la fonte, questi attacchi sono la continuazione di una serie di operazioni speciali contro le raffinerie di petrolio russe volte a "ridurre il potenziale economico della Federazione Russa". I siti presi di mira nella notte si trovano nella città di Ryazan, Kstovo e Kirishy. Un drone ucraino ha attaccato la raffineria di petrolio di Rosneft a Ryazan, la settima più grande della Russia, a 180 km da Mosca.

I media russi hanno dichiarato che circa 60 droni sono stati distrutti sul territorio russo in poche ore, ma il governatore della regione di Ryazan, Pavel Malkov, ha detto su Telegram che "la raffineria di petrolio di Ryazan è stata attaccata da un UAV (veicolo aereo senza pilota). Di conseguenza è scoppiato un incendio. Secondo le informazioni preliminari, ci sono feriti", ha concluso, senza approfondire.

L'agenzia di stampa statale russa Ria Novosti ha affermato che quattro droni ucraini hanno attaccato l'impianto nelle prime ore del mattino, provocando un incendio di 175 metri quadrati. L'incendio è stato spento diverse ore dopo. L'impatto sulla produzione non è stato immediatamente chiaro.

Le riprese video pubblicate sui social media hanno mostrato un pennacchio di fumo nero che si librava sopra le fiamme dell'impianto di Ryazan, che raffina circa 12,7 milioni di tonnellate di petrolio all'anno, ovvero il 4,6% del totale russo, secondo fonti del settore.