La sedia come argomento politico

Bolivia, un congresso molto vivace

Punti di vista diversi e solidi argomenti al congresso delle comunità indigene boliviane, il Conamaq. C'entra la rivalità fra l'ex presidente Evo Morales e l'attuale Luis Arce, espulso dal suo stesso partito

Il vicepresidente boliviano David Choquehuanca era partito molto bene, introducendo i lavori dal palco: "Che possiamo ripartire di qui abbracciati, tutti felici. Così come siamo arrivati ​​con la nostra musica, ripartiremo con la nostra musica e i nostri fratelli felici".

Non è andata esattamente così. 

Siamo nella città di Orura. Qui si tiene il Consiglio Nazionale di Ayllus e Markas di Qullasuyu, anche noto come Conamaq - o in lingua Aymara come Jach'a Tantachawi, Jathun Tantakuy: in sostanza, il congresso delle comunità native del Paese.

Il dialogo auspicato dal vicepresidente Choquehuanca ha iniziato a mostrare qualche crepa quando una parte dei delegati ha urlato all'altra “traditori” e “golpisti”. Detto in estrema sintesi, il congresso era diviso tra i sostenitori dell'ex presidente boliviano Evo Morales e l'attuale, Luis Arce - entrambi appartenenti allo stesso partito MAS (Movimento verso il Socialismo) almeno fino a quando Arce non è stato espulso, nell'ottobre scorso, fra accuse incrociate di corruzione, legami con il narcotraffico e tradimento. 

La divergenza di opinioni è affiorata in modo ancor più visibile quando alcuni delegati, per meglio dare corpo ai propri argomenti, hanno iniziato un fitto lancio di sedie e altri oggetti. A questo punto, molti dei presenti hanno deciso che sarebbe stato più convincente spiegarsi a distanza ravvicinata.

Per la cronaca, questo intenso dialogo alla fine ha portato all'elezione di Lucio Quispe come leader del congresso, mentre Ponciano Santos si è preso il merito dell'elezione. Il primo sostiene Luis Arce e il secondo l'ex presidente Evo Morales.