Meloni a Beirut in uno dei momenti più tesi nel confine sud del Paese

La presidente del consiglio conferma il sostegno a Zelensky: se non molliamo costringiamo Putin a trattare

Arriva a Beirut in uno dei momenti più tesi nel confine sud del Paese. E nel bilaterale con l’omologo Miqati rinnova l’impegno dell’Italia per la sicurezza e la stabilità del Libano. Roma, si apprende da fonti di Palazzo Chigi, lavora per scongiurare un’escalation nel conflitto tra Israele e Hamas. 

 

Dal primo ministro libanese, apprezzamento per il contributo italiano alla missione UNIFIL e alla formazione delle forze armate locali. 
Dai due leader è stata affrontata anche la questione immigrazione e il contrasto al traffico di esseri umani.
ln un’intervista televisiva registrata prima di partire per il Libano, Meloni ha spiegato come il governo abbia innalzato le misure di sicurezza per evitare azioni terroristiche in Italia. Dal 7 ottobre sono stati espulsi 47 sospettati di radicalismo, tanti quanti in un anno intero, ha sottolineato la premier.

 

 Che sulla strage di Mosca ribatte intanto alle accuse del leader russo: può dare la colpa a chi vuole, Kiev o l’Occidente ma c’è stata la rivendicazione dell’ISIS, e l’attentato non avrebbe potuto aiutare l’Ucraina. La presidente del consiglio conferma il sostegno a Zelensky: se non molliamo costringiamo Putin a trattare, afferma, ma ribadisce anche il no alla proposta di Macron di inviare truppe sul suolo ucraino: non la condivido e gliel’ho detto, bisogna stare attenti ai toni.