Crisi Mediorientale

I video degli attacchi missilistici su alcune costruzioni di Rafah

Onu, Usa, Unicef e anche Italia stanno chiedendo il cessate il fuoco per le condizioni della popolazione ammassata nella città

Ancora bombardamenti a Rafah da parte dell'esercito di Israele dopo che da tutto il mondo sono arrivate richieste di cessare il fuoco per le condizioni ormai disumane che si vivono nella città palestinese nel sud della striscia di Gaza dove vivono centinaia di migliaia di persone senza acqua, cibo, energia e medicine e impossibilitate a scappare, racchiuse da muri verso Israele ed Egitto e dal mar Mediterraneo a ovest.

Usa a Onu, “continuiamo a dire a Israele di non attaccare Rafah”

Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, ha detto al suo omologo israeliano Yoav Gallant martedì che le vittime civili a Gaza sono "troppo alte", e ha detto che i due avrebbero parlato di alternative a una grande operazione israeliana nel sud del territorio. "Oggi a Gaza, il numero di vittime civili è troppo alto e la quantità di aiuti umanitari è troppo bassa", ha detto Austin all'inizio della riunione, aggiungendo che includerebbe la discussione di alternative per colpire Hamas a Rafah. Gallant nel frattempo ha detto che avrebbero parlato di "sviluppi a Gaza e dei mezzi per raggiungere i nostri obiettivi: la distruzione dell'organizzazione di Hamas e il ritorno degli ostaggi israeliani".

Siamo stati chiari e coerenti nel sostenere un cessate il fuoco a Gaza come parte dell'accordo per il rilascio degli ostaggi. Ma ci dispiace che la risoluzione di ieri abbia fallito nel condannare Hamas, questo Consiglio deve condannare Hamas". Lo ha detto il vice ambasciatore americano all'Onu Robert Wood in Consiglio di Sicurezza. "Per ottenere gli obiettivi di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi bisogna continuare gli sforzi diplomatici sul terreno, cosa che gli Usa stanno facendo insieme ad Egitto e Qatar", ha aggiunto, sottolineando che il cessate il fuoco è l'idea migliore idea e più veloce per avere assistenza umanitaria, e che i corridoi marittimi e il lancio aereo di aiuti non sostituiscono l'accesso via terra. Quindi, ha ribadito che lo Stato ebraico ha il diritto di difendersi dopo l'attacco del 7 ottobre di Hamas, ma "continuiamo ad avvertire Israele di non condurre un'operazione su larga scala di terra a Rafah. Non e' questo il modo di farlo, verrebbero uccisi più civili, c'è un modo migliore".

Unicef, “Non c'è acqua e non ci sono bagni, a Gaza non c'è più il rispetto della dignità”

 "Oggi vorrei parlare di due questioni importanti che la gente qui a Gaza dice essere fondamentali per la loro sopravvivenza: la sicurezza di chi si trova a Rafah e la consegna degli aiuti. Oggi Rafah è irriconoscibile a causa della congestione, delle tende agli angoli delle strade e dei terreni sabbiosi. La gente dorme per strada, negli edifici pubblici, in qualsiasi altro spazio vuoto disponibile. Gli standard globali per le emergenze umanitarie dicono che un bagno dovrebbe essere utilizzato da un massimo di 20 persone. A Rafah c'è circa un bagno ogni 850 persone. Per le docce, il numero è quattro volte superiore: una doccia ogni 3.600 persone. Si tratta di un'infernale mancanza di rispetto per i bisogni umani fondamentali e per la dignità". Così il portavoce dell'Unicef James Elder commentando la situazione a Gaza. "Gli stessi standard dicono che le persone hanno bisogno di 15 litri d'acqua a testa, ogni giorno, e un minimo assoluto di tre litri solo per sopravvivere. Quando sono stato qui a novembre, le famiglie e i bambini della Striscia di Gaza facevano affidamento su tre litri o meno di acqua al giorno per persona. Oggi, in media, le famiglie intervistate hanno accesso a meno di un litro di acqua sicura per persona al giorno", ha spiegato il portavoce.

Tajani, "Israele non attacchi Rafah e accetti il cessate il fuoco. Non rimanga isolato, sarebbe un errore anche per gli ostaggi"

"Credo che Israele debba fare una scelta,  non può rimanere isolato perché continuare a insistere nell'attacco a  Rafah rappresenta un grave errore, anche per la salvezza degli  ostaggi". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri,  Antonio Tajani.