In Norvegia la volpe artica è una specie da salvare: cibo e cure per garantirne la sopravvivenza

Vengono nutrite in cattività e poi rilasciate nella natura per riprodursi

Al via in Norvegia un progetto per salvare le volpi artiche dall’estinzione. Nei giorni scorsi un team di biologi ha rilasciato in libertà cinque esemplari di volpe come parte di un programma di riproduzione in cattività volto a ricostruire la popolazione di volpi artiche nel loro habitat naturale.

 

A minacciare l’esistenza di questa specie è soprattutto la mancanza di cibo: le prede delle volpi artiche - lemmings e piccoli roditori - stanno diminuendo drasticamente in numero poiché i cambiamenti climatici portano più pioggia e meno neve.

 

La pioggia ghiacciata sulla neve rende difficile ai lemmings scavare le tane di cui hanno bisogno per restare al caldo, il che significa che le volpi stanno lottando per trovare cibo a sufficienza.

 

 

Come parte del programma sponsorizzato dallo stato per ripristinare le volpi artiche, la Norvegia nutre la popolazione di volpi da quasi 20 anni, a un costo annuale di circa 3,1 milioni di NOK (€275.000). 

 

Dal 2006, il programma ha contribuito ad aumentare la popolazione di volpi da appena 40 in Norvegia, Finlandia e Svezia, a circa 550 in tutta la Scandinavia oggi.

 

I cuccioli di volpe vengono allevati e cresciuti in un recinto all'aperto vicino a Oppdal, un luogo remoto a circa 400 chilometri a nord di Oslo, dove gli scienziati monitorano la loro salute e lo sviluppo, cercando di prevenire gli attacchi delle aquile prima di rilasciarle libere l'inverno successivo.