Crisi climatica

L’arcipelago rischia di essere sommerso, l’Australia offre “rifugio climatico”

Tuvalu è tra le nazioni più a rischio per l'innalzamento dei mari e alcune isole sono già in gran parte sommerse

L’Australia e il minuscolo stato-arcipelago di Tuvalu stanno per concludere un trattato storico che offre “rifugio climatico” ('climate refuge') ai cittadini delle isole, tra le più vulnerabili al mondo per l’innalzamento dei mari.

Il trattato, denominato “Falepili Union” e su cui era stato raggiunto un accordo nel novembre scorso, ha subito una battuta d'arresto ma ora è “tornato in pista”, come scrive ABC citando esponenti del governo di Canberra, ed è al vaglio dei rispettivi parlamenti.

Il “Falepili Union” assicura agli abitanti di Tuvalu (poco più di 11.000) il diritto di vivere in Australia se la loro terra finisce sott'acqua.

Due dei nove atolli che compongono lo stato insulare sono già in gran parte sommersi, e gli scienziati del clima temono che l'intero arcipelago diventerà inabitabile entro i prossimi 80 anni.

Il livello dell'oceano è ora quasi 15 centimetri più alto di 30 anni fa, secondo dati della Nasa.

Il patto impegna inoltre l'Australia a proteggere Tuvalu davanti a disastri naturali, pandemie e "aggressione militare", ma solo dietro loro richiesta di aiuto.

La firma del trattato ha dovuto attendere l'elezione del nuovo primo ministro Feleti Teo, entrato in carica a febbraio. 

Il ministro australiano per lo Sviluppo internazionale e il Pacifico, Pat Conroy ha detto che il nuovo governo di Tuvalu ha formalmente accettato di iniziare il processo di ratifica del “Falepili Union”.

Feleti ha assicurato di "non avere alcuna intenzione di revocarlo", pur esprimendo preoccupazione per una clausola dell'accordo che dà all'Australia il diritto di decidere quali patti di sicurezza Tuvalu può sottoscrivere con altri paesi. 

Una clausola vista come vittoria strategica per l'Australia nell'allontanare i tentativi della Cina di espandere la sua influenza nella regione.

Tra i temi della campagna elettorale del piccolo stato del Pacifico, a metà strada tra Australia e Hawaii, c'era la questione se Tuvalu dovesse spostare l'asse delle proprie relazioni diplomatiche da Taiwan a Pechino.

In una intervista ad Associated Press dopo l'insediamento, il nuovo primo ministro ha riaffermato i valori democratici della nazione polinesiana e la volontà di mantenere i legami con Taipei. Anche le nubi che si erano addensate sull'accordo climatico sembrano essersi dissipate.

Secondo il ministro australiano Conroy, il trattato è uno dei più significativi e "mira a salvaguardare" il futuro delle isole.

In base all'accordo, fino a 280 persone all'anno otterranno nuovi visti, che consentiranno loro di avere una residenza permanente e quindi lavorare e studiare in Australia.

Canberra ha inoltre promesso di incrementare l'assistenza allo sviluppo di Tuvalu per aiutarla ad adattarsi all'innalzamento dei mari e a costruire difese contro le ondate di tempesta e le maree sempre più catastrofiche.