Domenica le elezioni regionali

Luciano D'Amico (centrosinistra) a Rainews24: "Il mio progetto per l'Abruzzo". Intervista integrale

"Ho accettato la sfida per senso civico, sono molto lusingato che le forze politiche che mi sostengono abbiano visto in me la persona adatta ad attuare il programma, spero che gli abruzzesi domenica lo accettino, da parte mia impegno massimo"

Nell'intervista al direttore di Rainews24, Paolo Petrecca, il candidato per il Centrosinistra alla presidenza della Regione Abruzzo, Luciano D'Amico, sostenuto da tutte le opposizioni, commenta la scelta del “campo largo” e il voto in Sardegna. In Abruzzo, a differenza dell'isola, “non c’è voto disgiunto”. D'Amico dice: “Quest'esperienza ci ha insegnato che, quando i politici si candidano a livello regionale e propongono un programma e un progetto riferito a quella Regione, in quel caso discusso con i sardi per il bene della Sardegna, tutto ciò porta ad essere premiati dalle urne. Facciamo tesoro di quello che è successo lì, per questo abbiamo parlato con gli abruzzesi”.

Tra le emergenze presenti nel territorio, D'Amico cita subito “il lavoro”, “quel poco che c'è, è precario e povero”. Per questo, il candidato punta sui giovani, per offrire loro occasioni “per restare in Abruzzo”. Poi l'aspirante governatore dice di essere "orgoglioso del fatto che vengo dal mondo contadino. Ho incontrato gli agricoltori che protestano e abbiamo condiviso le loro richieste. Rivendico con orgoglio le mie origini. Riattivare l’ascensore sociale secondo quelle che sono le proprie aspirazioni e attitudini. Cultura della solidarietà, del fare, del lavoro.

A proposito della ricostruzione post-terremoto, inoltre, il candidato del “campo largo” segnala che “l’Aquila sta rinascendo molto più bella di prima, gran parte della ricostruzione è stata gestita dalla mia parte politica”. Ma bisogna “ricostruire il tessuto sociale, non solo gli edifici”. Poi vanno completate le opere in cantiere, ma ci sono già “due bellissime università, il polo farmaceutico”.

Per superare la povertà, bisogna “rendere attrattiva la Regione”. Va esaltato il “potenziale economico che già ha, turismo, industria, servizi”. E poi “contrastare l’emigrazione, soprattutto dei giovani”.