Le manifestazioni

Cinema e guerra, proteste per Gaza nella notte degli Oscar

"Mentre voi guardate cadono le bombe", dice uno slogan cantato da migliaia di dimostranti che assediano la premiazione al Dolby Theatre. La solidarietà di molti attori e registi

Intense proteste si svolgono a Hollywood contro la guerra di Gaza, poco prima e durante dell'inizio della notte degli Oscar. 
I manifestanti che chiedono il cessate il fuoco e la fine dei bombardamenti israeliani, alcune migliaia, hanno bloccato il traffico proprio vicino al Dolby Theatre dove si tiene la cerimonia. La polizia di Los Angeles, che si aspettava proteste, ha rafforzato la sua già numerosa presenza. Il Dolby Theatre e il tappeto rosso sono stati transennati per diversi isolati in ogni direzione. I manifestanti hanno interrotto il traffico vicino ai controlli di sicurezza sul Sunset Boulevard. Alcuni cartelli dicono “Vergogna!”, altri “Non in mio nome”, altri ancora parlano di genocidio in diretta streaming sui telefonini di tutto il mondo. 

Anche tra le star che partecipano alla serata di gala degli Oscar c'è chi indossa spille rosse contro la guerra. Tra questi Billie Eilish e suo fratello Finneas, in nomination per la migliore canzone per “What Was I Made For?” dalla colonna sonora del film Barbie. 

L'attore Mark Ruffalo è entrato in ritardo sul tappeto rosso e con il pugno alzato ha detto ai giornalisti: “La protesta per la Palestina stasera ha chiuso gli Oscar, vince l'umanità”.

Il regista Jonathan Glazer, ricevendo il premio oscar per il miglior film straniero con il suo “La zona di interesse”, ha detto dal palco: "Il mio film mostra a cosa può portare questa disumanizzazione, è un film fatto per il presente. Ci sono persone che stanno compiendo un'occupazione e fanno vittime. Poi ci sono le vittime di ottobre in Israele o quelle a Gaza e tutte sono vittime della disumanizzazione".