"Opereremo anche a Rafah"

Netanyahu: "Nessuna pressione internazionale impedirà di raggiungere i nostri obiettivi"

Il premiere chiede alla comunità internazionale: "La vostra memoria è così corta? Avete dimenticato così in fretta il 7 ottobre, il più terribile massacro commesso contro gli ebrei dopo l'Olocausto?"

"Non è un segreto che le pressioni internazionali contro di noi stiano aumentando. Ci sono persone nella comunità internazionale che cercano di fermare la guerra ora, prima che tutti i suoi obiettivi siano raggiunti. Lo fanno lanciando false accuse contro l'IDF, contro il governo israeliano e contro il Primo Ministro di Israele. Lo fanno cercando di indire elezioni ora, nel bel mezzo della guerra. E lo fanno perché sanno che le elezioni ora fermeranno la guerra e paralizzeranno il Paese per almeno sei mesi". Così Netanyahu nella riunione di governo.

"Nessuna pressione internazionale ci impedirà di raggiungere tutti gli obiettivi della guerra: l'eliminazione di Hamas, il rilascio di tutti i nostri ostaggi e la garanzia che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele. Per fare questo, opereremo anche a Rafah. Questo è l'unico modo per eliminare il resto dei battaglioni assassini di Hamas, ed è l'unico modo per applicare la pressione militare necessaria a rilasciare tutti i nostri ostaggi. A tal fine, abbiamo approvato i piani operativi per l'operazione a Rafah, compresa la promozione delle fasi di evacuazione della popolazione civile dalle zone di battaglia. Questo è un passo necessario per la preparazione dell'operazione militare".

"Coloro che dicono che l'operazione a Rafah non si farà, sono gli stessi che hanno detto che non entreremo a Gaza, che non opereremo a Shifa, che non opereremo a Khan Younis e che non riprenderemo a combattere dopo il cessate il fuoco. Ed è per questo che ripeto: a Rafah agiremo. Ci vorranno alcune settimane, ma succederà. E ai nostri amici della comunità internazionale dico: "La vostra memoria è così corta? Avete dimenticato così in fretta il 7 ottobre, il più terribile massacro commesso contro gli ebrei dopo l'Olocausto?".

Israele ha intenzione di dire a 1,4 milioni di palestinesi, sfollati nella città meridionale di Rafah, di cercare rifugio nel centro di Gaza prima di una prevista offensiva israeliana nel sud. I gruppi umanitari temono che un'offensiva in un'area densamente affollata da così tanti sfollati sarebbe una catastrofe. Rafah è anche il principale punto di ingresso di Gaza per gli aiuti disperatamente necessari. Israele afferma che Hamas mantiene quattro battaglioni a Rafah che vuole distruggere.

Il consigliere per la sicurezza nazionale USA John Kirby ha dichiarato: "Non sosterremo un'operazione del genere a meno che o finché Israele non potrà garantire la sicurezza del milione e mezzo di rifugiati che si trovano a Rafah, aggiungendo che la parte israeliana ha parlato di "un piano di evacuazione, delle isole umanitarie" ma gli Stati uniti non lo hanno ancora visionato.