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Pugni e botte in strada durante l'arresto. E' bufera sui Carabinieri di Modena: il video

Il filmato della scena ripresa da un passante diventa virale: la Procura valuta l'apertura di un fascicolo. L'Arma: "I due militari temporaneamente reimpiegati"

Pugni e schiaffi in faccia e sulla nuca, ripetuti colpi anche sui fianchi. Questo il trattamento che sarebbe stato riservato da un carabiniere a un uomo di colore arrestato a Modena. Il tutto è documentato da un video che ha subito fatto il giro del web e in cui il militare dell'arma è affiancato da un collega che usa metodi meno brutali nei confronti dell'immigrato, trovato poco prima senza documenti durante un controllo davanti al teatro Storchi. 
Accusato di resistenza a pubblico ufficiale e di danneggiamenti all'auto di servizio, l'uomo di origini centrafricane è poi comparso in tribunale, dove il giudice ha convalidato il provvedimento rimettendolo in libertà. A diffondere le immagini sui social network è stato il gruppo di giornalismo partecipativo "Welcome to Favelas". Ad eccezione di colui che ha ripreso con il telefonino la movimentata scena in largo Garibaldi, gli altri passanti proseguono per la loro strada, a parte una donna che accenna a fermarsi per un istante prima di riprendere a camminare. I due militari dell'arma sono stati temporaneamente reimpiegati in altri incarichi e il filmato è al vaglio della procura di Modena per la possibile apertura di un fascicolo.

La nota dei Carabinieri
"Nelle more degli approfondimenti dell’intera vicenda, i due militari sono stati temporaneamente reimpiegati in altri incarichi". È quanto si legge in un comunicato dei Carabinieri di Modena in merito al video diventato virale dove un carabiniere colpisce con schiaffi e pugni un uomo di colore mentre cerca di farlo salire sull'auto di servizio. Le immagini divenute virali "sono state parzialmente videoriprese da un cittadino e postate su social network. Il materiale multimediale è stato acquisito dai Carabinieri di Modena e trasmesso alla Procura della Repubblica per le valutazioni di competenza", si legge nella nota.
"I Carabinieri del Radiomobile di Modena sono intervenuti in largo Garibaldi, ove un uomo di nazionalità imprecisata sostava nei pressi dell’ingresso del teatro Storchi con circospezione. L’uomo nell’occasione si è rifiutato di fornire le generalità e di esibire alcun documento, costringendo gli operanti ad accompagnarlo in caserma per le operazioni di fotosegnalamento e il conseguente arresto per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.Nel corso dell’intervento, l’uomo ha infatti colpito ripetutamente l’autovettura di servizio. A seguito del rito direttissimo, con convalida dell’arresto, l’uomo è stato rimesso in libertà in attesa della successiva udienza", spiegano ancora i carabinieri.
 

L'arrestato in udienza: "Mi hanno colpito", e la sua avvocata: "Nessun indizio che stesse commettendo un reato"
E nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, ieri mattina in tribunale a Modena, il 23enne aveva dichiarato di essere stato "picchiato al volto e a una gamba" e di non aver provocato danni all'auto di servizio dei carabinieri. L'udienza si è svolta ieri mattina, prima che iniziasse a circolare il video sui social, girato da un passante, che mostra una fase dell'arresto, con un carabiniere che mentre tenta di far entrare nella macchina il giovane lo colpisce con pugni. Ma non emergevano su di lui segni di lesioni.

"Ero alla fermata del bus per andare a lavoro"
Il giovane avrebbe riferito al giudice di trovarsi alla fermata dell'autobus per andare al lavoro quando è stato controllato. Non aveva con sé i documenti e avrebbe detto ai militari, riferisce la sua avvocata, Barbara Bettelli, che avrebbe potuto chiamare un amico che glieli avrebbe portati. A quel punto sarebbe stato però invitato a salire in macchina per andare in caserma e lui non voleva.

"In udienza è stato detto che è stato controllato perché sembrava sospetto. Ma non c'era a mio avviso nessun indizio che stesse commettendo un reato", spiega la legale. Si tratta di un ragazzo arrivato in Italia alcuni anni fa "in barcone" e "non risultano precedenti di condanne". Dopo aver fatto il lavapiatti, attualmente lavora come aiuto cuoco in un ristorante della provincia "ed è molto apprezzato dal suo titolare".
L'udienza è stata rinviata al 18 aprile.