Negati i domiciliari

Roberto Salis: "Nordio ci disse che era un po' colpa nostra se Ilaria non era ancora libera"

Il padre della 39enne detenuta in Ungheria si riferisce al fatto che non erano stati chiesti per lei i domiciliari a Budapest, cosa che poi è avvenuta successivamente

“Ritenevamo che non fosse sicuro per Ilaria un domicilio lì” Roberto Salis ad Agorà, su Rai3, fa riferimento alle minacce ricevute da Ilaria, come il murales che l’ha ritratta impiccata. Erano questi i motivi per i quali inizialmente la famiglia e gli avvocati difensori non avevano chiesto i domiciliari a Budapest per la 39enne sotto processo per aggressione.

“Poi il ministro Nordio ha caldeggiato questa cosa, dicendo addirittura che era un po’ colpa nostra se Ilaria non era ancora libera perché avevamo ritardato con questa richiesta. Così poi abbiamo presupposto che non ci fossero più i problemi di sicurezza che temevamo”. Ha proseguito Salis intervistato da Roberto Inciocchi. 
“Nel momento in cui c’è stata la garanzia di Nordio abbiamo aumentato la fiducia nella cosa”.

Qui la puntata di Agorà con l'intervista integrale.